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l’allarme dei sindaci

Una stangata sugli enti

Esborsi più alti a carico dei piccoli municipi

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CASTEL DEL PIANO

Osservando i rendiconti dei vari comuni, spicca l’onere di spesa che per Comuni piccoli come quelli dell’Amiata sono state ingentissimi e, naturalmente, fuori bilancio.

Il Comune che ha speso di più, perché più fustigato da una eccezionale perturbazione nevosa, è Castell’Azzara con una spesa di 75mila euro. Per gli altri si oscilla dai 20mila di Roccalbegna ai 42mila di Santa Fiora. Ma per tutti l’auspicio è che qualche sostanzioso aiuto arrivi da parte regionale, senza il quale i bilanci comunali salterebbero. E i primi cittadini non fanno mancare considerazioni varie, a margine di un evento che ha messo allo scoperto anche virtù e carenze del tessuto sociale.

Claudio Franci, sindaco di Castel del Piano, spiega: «Ce la siamo cavata utilizzando quasi esclusivamente i nostri mezzi ed il nostro personale 1.500 ore di lavoro di uomini e mezzi ai quali vanno aggiunti il lavoro e gli uomini della protezione civile che ci hanno aiutato, e anche un camion con autista e tre persone a spalare per tre giorni le aree di non accesso ai mezzi. Poi il bello ha da venire, perché non è certo finita e ci vorranno altri soldi e fatiche per ripristinare i danni causati dal ghiaccio e dal sale, in strade e marciapiedi».

Da Cinigiano il sindaco Silvana Totti commenta: «Per comuni minuscoli come i nostri sono botte da orbi. Contiamo per queste spese straordinarie in qualche sostegno sostanzioso da parte della Regione. E d'altra parte, noi essendo assai estesi come territorio, abbiamo avuto emergenze e difficoltà da tamponare nelle frazioni più esposte a perturbazioni nevose non viste da decenni di questa intensità e quindi neppure preventivabili».

Massimo Galli, sindaco di Roccalbegna, osserva: «Per fronteggiare la neve che, comunque, dovremo anche per il futuro mettere in conto e non farci trovare impreparati, ci siamo fatti fare un preventivo per l'acquisto di catene per la terna comunale e per una pala da applicare al trattore, per cui occorreranno circa 6mila euro».

Il sindaco di Castell’Azzara, Marzio Mambrini, teme per l’Imu: «Speriamo davvero che oltre le spese per l’aiuto di Bolzano già coperte dal decreto di Gabrielli, il resto non ci rimanga sul groppone. Significherebbe non fare il bilancio prossimo oppure caricare l’Imu tanto da frantumare ogni coesione sociale. In ogni caso, commenta il sindaco, proprio questi eventi dovrebbero farci riscoprire il valore dell'impegno e della collaborazione comunitaria, come suggeriscono gli antichi statuti comunali».

Emilio Landi, sindaco di Arcidosso, spiega:«Restano fuori dal rendiconto le spese per gli operatori arrivati da Lucca e da Bolzano, quelle che dobbiamo ai vigili del fuoco che hanno impegnato mezzi e tantissimo tempo per aiutare questo comune. Restano fuori i danni subiti dal manto stradale. Si tratta solo di spese vive. Poi ci aspetta il resto».

Non diverso il commento di Gianni Bellini, sindaco di Semproniano: «Il dopo neve ci fa leggere tutti i danni. Perché oltre le spese vive ci sono gli alberi troncati, le strade da risistemare, i contatori saltati. Una calamità vera. Per arginare la quale sono scesi in campo in tanti. E ringrazio chi, invece di stare alla finestra a criticare ha messo a disposizione i suoi mezzi e ha agevolato il nostro lavoro. E ringrazio la Croce Rossa che col mezzo 4 per 4 che ci ha dato ci ha permesso di mettere in sicurezza persone bisognose di aiuto». (f.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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