Il Tirreno

Grosseto

Ricorso per il muro della discordia

di Pierluigi Sposato
Ricorso per il muro della discordia

L’architetto Angelo Collantoni è deciso ad andare in appello, il processo per la “cupola” è rimandato a fine luglio

2 MINUTI DI LETTURA





PORTO SANTO STEFANO

È pronto a presentare appello l'architetto Angelo Collantoni, condannato (a 2 mesi di arresto e non a 2 anni come erroneamente riportato nell'edizione di ieri) per una parte degli abusi edilizi contestati dalla Procura nella ex casa cantoniera di Porto Santo Stefano.

Lo annuncia il suo difensore, l'avvocato Massimiliano Arcioni, che attende il deposito delle motivazioni. Il giudice ha sessanta giorni di tempo per mettere nero su bianco il perché di quella condanna.

«Valuteremo quanto il giudice Andrea Stramenga avrà argomentato a proposito del muro - dice il legale dell’architetto - Intanto prendiamo atto con soddisfazione che è intervenuta l'assoluzione per tutti gli altri reati contestati. Una sentenza che attesta già, a prescindere dal deposito delle motivazioni, la correttezza dell'operato dell'architetto Collantoni, che aveva presentato un progetto sostanzialmente regolare. Resta in piedi solo la questione del muro, per la quale avevamo comunque sostenuto la legittimità».

Insieme a Collantoni sono stati condannati l'imprenditore Benedetto Fedeli e il direttore delle opere Nazareno Bocchia, anche loro a soli 2 mesi e solo per il muro, mentre il dottor Stramenga, giudice al tribunale di Orbetello, ha prosciolto tutti dai presunti abusi per l'autorimessa, per la costruzione su suolo demaniale e per l'alterazione delle bellezze paesaggistiche.

Assolti, in particolare, i funzionari comunali Massimo Benedetti e Claudia Casalini, nonché i componenti del collegio ambientale Augusto Donati e Antonella Sabato.

Intanto, il ben più corposo procedimento penale relativo alla presunta "cupola" che avrebbe fatto il bello e il cattivo tempo nell'edilizia del Promontorio ha subìto un cambio di programma rispetto al calendario fissato a fine settembre: ieri il giudice per le indagini preliminari Valeria Montesarchio, a causa degli impegni derivanti dalle procedure dell'incidente probatorio per il naufragio di Costa Concordia, ha rinviato al 19 luglio (invece che al 14 marzo) la prossima udienza.

Si dovrà quindi aspettare l’estate per capire come funzionava quel meccanismo che sembrava essersi creato sul Promontorio.

E anche per conoscere, una volta esaminato il caso, il parere della corte d’Appello, dopo la presentazione del ricorso da parte dell’avvocato di Collantoni.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze