La manifestazione
Minaccia di morte compagna e suocera
Accecato dalla gelosia, sospettava che la donna lo tradisse: rinviato a giudizio trentaduenne per violenza privata
ORBETELLO
Litigi che andavano avanti da qualche tempo. Da quando lui, un orbetellano di 31 anni, aveva cominciato ad avere sospetti sulla fedeltà della sua compagna.
Era giugno di due anni fa, quando il trentunenne ha cominciato a controllare ogni movimento fatto dalla sua compagna. Quando ha anche alzato le mani e l’ha minacciata più volte per farsi consegnare il suo cellulare e spulciare nella rubrica alla ricerca del nominativo, e del numero di telefono, di un amante che sembra non esserci nemmeno mai stato. Lei, la compagna, ha appena 22 anni. Ma di fronte a quella minacce non ha ceduto.
La prima volta che l’uomo è partito alla carica per farsi dare quel nome, l’ha minacciata di morte. La ragazza, in quei giorni, ha cercato di far calmare il suo compagno rifugiandosi a casa della madre. Ma lui non ha mollato. Il giorno dopo si è presentato alla porta della casa della suocera. L’ha buttata giù con una spallata, scardinandola. poi è entrato in casa minacciando anche la mamma della sua compagna. «Ti do un cazzotto, ti ammazzo», avrebbe detto. Tutto questo per scoprire chi fosse l’amante della sua compagna.
La ragazza a quel punto, aveva deciso di darci un taglio. Ma lui non si è dato per vinto, e una settimana dopo, ha incrociato a Orbetello la suocera alla guida di una Citroen C2. Lui era a bordo di una Bmw e, appena ha riconosciuto la suocera, le ha tagliato la strada costringendola a fermarsi. Da lei voleva assolutamente sapere dov’era andata la sua compagna, che dopo le minacce delle ultime settimane aveva deciso di cambiare aria per qualche giorno. Ma la pace era durata poco, nemmeno un mese. La giovane, convinta di essersi lasciata alle spalle quell’incubo, una sera si vede materializzare davanti agli occhi quell’uomo, in un ristorante di Ansedonia. Lei era seduta con i suoi amici, lui l’ha presa per un braccio e si è fatto seguire fuori dal ristorante. La ragazza e la madre, esasperate da questa situazione lo hanno denunciato. Ma dopo qualche mese, lei ha deciso di riprovarci e ha rimesso querela. Ma la giustizia ha fatto il suo corso e il trentaduenne, che ora è padre di un figlio avuto dalla compagna, è stato rinviato a giudizio con l’accusa di violenza priva e violazione di domicilio nei confronti di compagna e suocera. Difeso dall’avvocato Domenico Rechichi, l’uomo si dovrà presentare il 26 giugno alle 9 al tribunale di Orbetello, dove si terrà l’udienza davanti al giudice Andrea Stramenga.
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