Il Tirreno

Grosseto

La neve presenta il conto: 300mila euro

di Fiora Bonelli
La neve presenta il conto: 300mila euro

Per l’emergenza i Comuni hanno speso in media 30mila euro l’uno. Per coprire i costi potrebbe aumentare la benzina

3 MINUTI DI LETTURA





CASTEL DEL PIANO

Trecentomila euro per l’emergenza neve, euro più euro meno. Novecento quintali di sale, quintale più quintale meno. Decine di migliaia di ore di lavoro degli addetti comunali, intercomunali ed esterni. E poi, messa in campo di tutti i mezzi pesanti adatti alla neve , rinforzi dal cielo con elicotteri ultima generazione dei vigili del fuoco e mezzi speciali arrivati dall’alta Italia.

Il tutto equivale a costi e spese pesanti che si sono sobbarcati gli otto comuni dell’Amiata grossetana per fronteggiare quella che si è configurata come la più pesante precipitazione nevosa dal 1956. Una nevicata cominciata il 1° febbraio, con replica impressionante qualche giorno dopo e che ha impegnato per una quindicina di giorni comuni e associazioni di volontariato, vigili del fuoco e forze dell’ordine, protezione civile e Misericordie.

Una dura battaglia, quella con la neve, aggredita da mezzi spalaneve, trattori e perfino cingolati senza i quali non sarebbe stato possibile sfondare la grande marea bianca, che sospinta dal vento è arrivata a toccare in punti nevralgici anche i 6 metri di altezza.

Ma non sono bastate neppure queste forze straordinarie locali, tanto che sono arrivate e da Bolzano, da Pistoia e da Lucca dei rinforzi muniti di mezzi particolari, come turbine specifiche per aprire varchi nella neve ormai gelata in blocchi durissimi dai 15 gradi sotto zero.

Insomma un dispiegamento di forze ingente, che è servito a rendere sgombra la viabilità principale, evitando l’isolamento di paesi interi. Annunciata dai preoccupanti allerta della protezione civile, pur attesa con largo anticipo, è riuscita, tuttavia, a mettere in seria difficoltà tutti i comuni interessati perché i mezzi dei comuni sono insufficienti per emergenze del genere (pochi, a disposizione, spalaneve e trattori), pochi gli operai comunali, pochissimi i soldi nelle magre casse comunali.

Eppure, miracolosamente, alla fine, l’Amiata grossetana ce l'ha fatta, creando una rete solidale e attivando una task force che ha avuto il suo coordinamento nel centro intercomunale dell’Unione guidato da Giorgio Ginanneschi. «Oltre alle forze dei comuni - sintetizza Ginanneschi - sono scesi in campo anche 10 operai in forza all’Unione, che sono intervenuti nelle realtà in cui era più urgente al momento. Dal canto suo ogni comune ha attivato per proprio conto ditte private e squadre di soccorso e in questa maniera il dispiegamento di forze è stato davvero consistente. Le spese complessive dei comuni e dell'Unione toccano all'incirca i 300mila euro, una media di 30mila euro e poco più che ogni membro dell’Unione ha impegnato per le spese vive. La regione Toscana ha chiesto, su queste spese, informazioni urgenti, per valutare se considerare l’evento come evento regionale calamitoso. E poter far arrivare qualche finanziamento senza gravare sui cittadini. Perché, come si sa, la legge nazionale prevede che le regioni finanzino questa tipologia di eventi gravando sulle accise dei carburanti, con ricadute, a cascata, sui cittadini. Valuterà, dunque, se e come intervenire».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa