Attenzione
C’è anche chi non paga gli sfratti sono triplicati
GROSSETO Sei sfratti per morosità nel 2010, altri 6 nel 2011, 12 in due anni, mentre ne erano stati eseguiti appena 21 tra il 1987 e il 2006, una media di 2/3 all'anno. Il fenomeno della morosità e...
GROSSETO
Sei sfratti per morosità nel 2010, altri 6 nel 2011, 12 in due anni, mentre ne erano stati eseguiti appena 21 tra il 1987 e il 2006, una media di 2/3 all'anno. Il fenomeno della morosità e degli sfratti è in crescita esponenziale, nonostante l'Epg abbia sempre lavorato per mantenere bassa la morosità con valori che , attualmente, si attestano intorno al 2%, «una percentuale - dicono - inferiore alla media regionale e nazionale».
Attualmente il canone medio di affitto per un appartamento dell'Epg, che viene calcolato sulla base del reddito, ammonta a 91 euro, mentre il canone sociale è 12,91 (lo pagano in 440 utenti, pari circa al 11% del totale). «A conti fatti - spiega l'Epg - converrebbe non far pagare il canone sociale, visto che il lavoro per l'invio di ciascun bollettino viene a costare circa 13 euro: forse - dice Stefanelli - basterebbe aumentare di un euro o due i canoni più alti per azzerare completamente quelli sociali».
In ogni caso la crisi si fa sentire, anche nelle case dell'Epg, in due modi diversi, ma che finiscono per intersecarsi. Nell'ultimo anno, infatti, si è registrata un riduzione negli affitti dovuta soprattutto alla diminuzione dei redditi per perdita del lavoro. Perché gli affitti dell'Epg invece che crescere proporzionalmente alla crescita del costo della vita, si riducono con il ridursi dei redditi. E sono tanti i casi di morosità non colposa, quelli che non finiscono con lo sfratto, a dover essere risolti dall'intervento dei Comuni e dei servizi sociali.
Poi, c'è l'altra faccia della medaglia della crisi. C'è chi, magari, un canone dell'Epg potrebbe anche pagarlo, ma non lo paga. Situazioni che possono andare avanti per anni, «perché - spiega Stefanelli - prima di mettere tutto in mano a un avvocato l'Epg da una parte sollecita il pagamento e dall'altra aspetta che il debito abbia raggiunto una certa consistenza. Alla fine, però, si arriva all'esecuzione dello sfratto, che colpisce solo quegli inquilini che pur avendo un reddito per poter pagare, non lo fanno». (e.p.)
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