Il dolore
Un piano di sicurezza per il deposito di gpl
La Prefettura tiene sott’occhio il propano stoccato dalla Liquigas alla Rugginosa Pronto il documento che avverte sui rischi e sulle procedure da seguire
GROSSETO. Centonovanta tonnellate di propano e butano stoccate alle porte della città. Ventisei bambini trasferiti in una scuola più sicura. Il deposito Liquigas di via Aurelia Nord resta sotto i riflettori di Prefettura, Comune e media.
C’è un decreto legislativo, il 334 del 1999, che prevede di informare la popolazione in merito ai pericoli dovuti alla presenza di stabilimenti considerati a rischio di incidente rilevante. Di informare e, se necessario, di provvedere a mettere in sicurezza persone e beni che ci stanno vicino. Proprio partendo da questo assunto il Comune di Grosseto sta portando avanti una campagna di sensibilizzazione nei confronti di chi vive nelle vicinanze del deposito commerciale di gpl della Rugginosa, «che – si legge nella scheda del piano di emergenza - sebbene rispondente alle norme di sicurezza e soggetto a regolari controlli dagli organi preposti, costituisce un potenziale rischio».
Qui, dal settembre del 2011, non c’è più l’asilo realizzato negli anni Cinquanta a servizio delle campagne a nord di Grosseto. Chiuso. Un immobile del valore di circa 300 mila euro sacrificato al patrimonio della collettività perché troppo vicino al deposito di gas. Bambini e maestre trasferiti in virtù di norme che avrebbero reso il plesso difficilmente evacuabile in caso di incidente. Oggi le ragioni di una scelta che il sindaco di Grosseto ha dovuto letteralmente subire (peraltro adoperandosi per offrire la migliore alternativa possibile) e che fece discutere assai nel corso del 2011 si possono leggere in un lungo documento affisso all’albo pretorio del municipio: il famoso Pee, il piano di emergenza esterno.
Il piano, che prende in considerazione tutti gli scenari incidentali possibili, è stato redatto da parte di un gruppo di lavoro tecnico appositamente istituito dalla Prefettura di Grosseto e rende note le procedure che ciascun ente dovrà adottare in caso di incidente con ripercussioni all’esterno, tenuto conto dei quantitativi di prodotti depositati, delle caratteristiche di pericolosità degli stessi, dell’ubicazione e degli effetti previsti.
Chi vive nella zona della Rugginosa, nel raggio di 600 metri dal deposito Liquigas, è bene quindi che conosca gli scenari derivanti da eventi calamitosi collegati all’attività di stoccaggio del gpl, ma soprattutto le misure da adottare per gestire l'emergenza e contenerne al massimo le conseguenze. Intorno al deposito ci sono diverse case (una appena costruita), addirittura lo storico bar lungo la vecchia Aurelia. Come comportarsi nel caso suonasse la sirena dello stabilimento?
«A seguito di un rilascio di gpl e di un successivo innesco – si legge nel Piano - si possono ipotizzare i seguenti effetti: irraggiamento termico, onda d’urto e proiezione di frammenti nel caso di esplosione o cedimento di un serbatoio o di un’autocisterna.
L’estensione delle aree coinvolte è la seguente: sicuro impatto (raggio di 200 metri), zona di danno (300 metri), zona di attenzione (600 metri)».
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