Il Tirreno

Grosseto

Trentunenne ai domiciliari per curarsi

GROSSETO Boulbaba Dekhil è uscito dal carcere e ora aspetterà il processo agli arresti domiciliari, qui in città. L’istanza era stata presentata qualche settimana fa dall’avvocato Tania Amarugi. L’uo...

1 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO

Boulbaba Dekhil è uscito dal carcere e ora aspetterà il processo agli arresti domiciliari, qui in città.

L’istanza era stata presentata qualche settimana fa dall’avvocato Tania Amarugi. L’uomo, un tunisino di 31 anni, era stato arrestato nell’ambito dell’operazione “Carthago” della polizia. Era accusato, insieme ad altri connazionali, di spaccio di droga in città. Avevano escogitato un sistema quasi infallibile per non farsi prendere: bonificare i parcheggi. Ogni volta che fissavano un appuntamento con un cliente, i componenti della banda stavano attentissimi all’arrivo della polizia. Gli uomini della questura sono certi che i tunisini finiti in carcere avessero le targhe delle loro auto. E che, all’arrivo di una civetta, ci fossero dei segnali convenzionali per darsi l’allarme.

Boulbaba Dekhil, dopo essere stato visitato all’ospedale penitenziario Giuseppe Furci di Siena, è stato messo agli arresti domiciliari a casa della cognata.

Incompatibili con la vita carceraria, le sue condizioni di salute. L’uomo soffre di problemi cardiocircolatori e restare chiuso in una cella del carcere sarebbe stato per lui pericoloso.

Il giudice per le indagini preliminari Valeria Montesarchio ha quindi firmato la sostituzione della misura cautelare e ha deciso che il trentunenne, in attesa di processo, potrà stare a casa ed essere così sottoposto a tutte le cure necessarie delle quali avrà bisogno.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze