Italia
Pista ciclabile per Roselle Il Comune fa dietrofront
Stop all’ultima versione del progetto, che richiedeva un’ulteriore variante Si torna al tracciato precedente per non perdere tempo e i soldi della Regione
GROSSETO. Dietrofront. Il progetto dedicato alla realizzazione del percorso ciclabile turistico ambientale tra Grosseto e Roselle cambia ancora: il 20 dicembre scorso erano infatti state apportate alcune modifiche al tragitto, giunto così addirittura ad una terza versione “definitiva” nell’arco di poco meno di tre anni.
Continui aggiustamenti al tracciato resi necessari prima per la nascita di due rotatorie e dopo a causa di alcune osservazioni presentate dai soggetti interessati dalle procedure di esproprio legate ai lavori.
Oggi, a distanza di appena due mesi, un’altra decisione della giunta comunale: la delibera numero 68 del 14 febbraio impone di tornare al piano approvato il 21 settembre del 2010.
In sostanza l’unica cosa che cambia è il disegno della ciclabile nei pressi del consorzio Il Poggione, sulla Senese: in precedenza il passaggio della pista era previsto alla destra della rotatoria, oggi si torna a passare dal lato sinistro. Ma perché?
«Se avessimo seguito l’iter precedentemente fissato – spiega l'assessore ai lavori pubblici Giuseppe Monaci – i tempi si sarebbero dilatati, vista la necessità di una variante urbanistica. Così facendo, invece, abbiamo snellito la procedura e assicurato una prosecuzione celere dei lavori».
Il pericolo, neppure troppo remoto, era quello di perdere, ancora una volta, ogni genere di finanziamento da parte di istituzioni o enti. L’ennesima fregatura insomma.
La Regione, infatti, ha inserito l’opera, a suo tempo, all’interno del Piano integrato di sviluppo urbano sostenibile, assicurando un contributo niente male: solo per lo stralcio reso esecutivo con la delibera approvata la scorsa settimana, quello tra via Lago di Varano e il parco archeologico di Roselle, Firenze è pronta a versare un milione e duecento mila euro, come confermato dallo stesso assessore Monaci. A questi denari si aggiungono altri stanziati dalla Fondazione Monte dei Paschi, un contributo di cinquecentomila euro.
Grazie a questi sostegni l’operazione costerà al Comune solamente 850mila euro a fronte di una spesa complessiva di oltre due milioni e mezzo. Ma ogni genere di aiuto, come sempre, è legato a una tempistica di realizzazione dei lavori ben precisa. Insomma, se un progetto tarda a decollare e viene tirato troppo per le lunghe il pericolo è quello di vedere evaporare ogni genere di sostegno finanziario.
Ecco spiegata la necessità di fare marcia indietro, evitare farraginose procedure di variante urbanistica che non avrebbero tempi compatibili con quelli stabiliti dai cofinanziatori del progetto e giungere alla realizzazione del tutto entro il dicembre 2014: «Questa data è certa», assicura Monaci. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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