Il Tirreno

Grosseto

Indagini anche con un sismografo

Enrico Pizzi
Indagini anche con un sismografo

Via Einaudi, nuovi strumenti per capire la causa dei tremori Il Comune ha messo a disposizione tutti i documenti

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GROSSETO. Anche un sismografo, nel giardino della scuola di via Einaudi: il Comune le prova tutte per cercare le cause delle vibrazioni e del rumore che sono stati avvertiti nei giorni scorsi, creando non poche preoccupazioni nelle famiglie. In ogni caso sia il sindaco Bonifazi che l'assessore Monaci, hanno ribadito, ai rappresentanti di classe incontrati ieri, in sala consiliare, che la struttura non si è mossa ed è sicura.

Per fare luce su cosa abbia provocato, il 15 e il 20 febbraio, quel boato sordo e quel tremolio dei vetri raccontato da bambini e insegnanti, che ha costretto la scuola a mettere in atto il piano di evacuazione, il Comune farà effettuare nuove indagini geologiche e sismiche, affidate al geologo Luca Lanzi, farà intervenire i tecnici della protezione civile, ma piazzerà anche un sismografo su richiesta degli stessi rappresentanti dei genitori.

Il fenomeno è stato avvertito solo in un'ala dell'edificio, ma non per questo è meno preoccupante, anche perché le spiegazioni fornite - l'escursione termica il 15 febbraio e lo sciame sismico il 20 - reggono fino a un certo punto, anzi, nel secondo caso, il terremoto sarebbe stato registrato un'ora dopo rispetto a quando i bambini sono stati fatti evacuare dalla scuola. Il fatto che gli ingegneri Ferrari, intervenuti ogni volta, non abbiano registrato alcun movimento della struttura, nonostante l'edificio sia monitorato con strumenti che rilevano movimenti meno che millimetrici, non rassicura i genitori. La domanda è «Perché?», e la risposta dovrà essere trovata nei prossimi giorni.

Nel corso dell'incontro l'amministrazione ha messo anche a disposizione dei genitori tutte le informazioni e i documenti relativi alla vicenda e agli interventi fatti sulla scuola a partire da settembre, quando in quell'edificio, come in altri 14, è iniziato il monitoraggio che dal 2009 è stato deciso per tutti gli edifici di competenza del Comune e che sta impegnando 5 ingegneri e 4 geologi. I genitori potranno verificare i documenti anche con tecnici di loro fiducia, ma per il resto il sindaco Bonifazi e l'assessore Monaci, che continua a mantenere nella scuola il suo ufficio, hanno ribadito che non c'è motivo di chiudere l'edificio, e che qualsiasi sia la causa che ha provocato i fenomeni che hanno creato tanto allarme, non può che essere una causa esterna alla struttura, che peraltro non ha provocato alcuna conseguenza alla struttura stessa.

A sostegno dell'attività messa in campo dal Comune interviene anche il segretario provinciale e consigliere di opposizione del Pdl, Luca Agresti che invita a una maggiore opera di informazione per evitare di far crescere l'ansia tra le famiglie, ma che ha anche constatato di persona «il lavoro che l'amministrazione comunale sta svolgendo per mantenere sotto controllo la situazione dell'edificio, che in questi giorni ha creato comprensibile apprensione tra le famiglie dei bambini. L'azione messa in campo - dice - è condivisibile e vede anche il Pdl attento e impegnato a sostenere l'opera del Comune perché sia possibile venire a capo di quanto accaduto».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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