Finanza
Il Comune sceglie Unipol per la sua assicurazione
Polemica a Massa dove è nato il comitato dei “truffati” dal promotore Bai: «Facciamo contratti in base ai bandi di gara, non possiamo escluderla»
MASSA MARITTIMA. Polizze furto, elettrica, incendio e così via. Sono coperture assicurative per un totale di circa 15mila euro, che il Comune di Massa Marittima deve liquidare per tutelarsi dagli imprevisti di ogni giorno. Tutto normale fin qui, non fosse che questi contratti sono stati firmati con Unipol. Un gruppo finanziario che in città fa rumore anche solo a bisbigliarne il nome. Ci sono molte persone infatti, riunitesi in un comitato, che hanno contenziosi aperti per una vecchia ma nota vicenda: un promotore Unipol, poi deceduto, ha fatto sparire i risparmi di diversa gente, non solo di Massa Marittima. Da allora si è aperta quella che è stata definita “la vicenda Unipol”, con la società da una parte i truffati dall’altra. Ma attenzione: i soldi in questione erano stati depositati (o almeno così credevano le persone) su conti correnti di banca Unipol. Qui invece parliamo di assicurazioni. Due cose diverse? «Non necessariamente» dicono dal comitato.
Infatti, se andiamo sul sito, troviamo: «Unipol Assicurazioni è parte del Gruppo Unipol, uno tra i principali gruppi finanziari operanti in Italia nel settore assicurativo e bancario». Insomma, parliamo della solita società. Ma i portavoce del comitato non ne vogliono fare una questione di Stato. «Noi teniamo alta l’attenzione sulla vicenda perché ci sono persone davvero danneggiate, rimaste senza i loro risparmi. Ma non possiamo dire al Comune cosa fare». Però dei suggerimenti, delle proposte al contrario possono avanzarle. È quello che è successo nell’ultimo periodo del 2011, quando in una lettera i “truffati” (così si firmarono) chiesero alle varie amministrazioni comunali delle Colline Metallifere (area d’azione del promotore) e a quella provinciale di non accettare sponsorizzazioni da Unipol e di non affidargli alcun tipo di appalto. In pratica, di inserire il gruppo in una black list. Il sindaco Lidia Bai ha risposto a questa richiesta spiegando che non è possibile poterla accontentare: i bandi di gara sono pubblici e la legge impone di non poter inserire delle limitazioni in questo senso.
«La nostra era una specie di provocazione. – spiegano dal comitato – L’importante è che non si spengano i riflettori su questa vicenda». E in questo senso hanno ricevuto buone notizie da un’altra amministrazione: quella di Scarlino, dato che il “caso Unipol” è arrivato fino a lì. Il sindaco Maurizio Bizzarri ha spiegato al comitato che porterà la discussione nel prossimo consiglio comunale, in modo da illustrare all’assise i dettagli di questa vicenda.
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