Italia
Consigli comunali: «Pochi e irrilevanti»
Rinviata anche la seduta di venerdì, da dicembre zero assemblee. E il Pdl bacchetta la giunta Baldi
FOLLONICA
Slitta il consiglio comunale in programma per venerdì: la macchina amministrativa follonichese va a rilento. Considerato che l’ultima volta l’assemblea si era riunita il 23 dicembre scorso con due soli punti all’ordine del giorno (nuovo regolamento sugli oneri di urbanizzazione e proroga della convenzione per la gestione delle Bandite di Scarlino), e che da allora non è più stata convocata, pare che la situazione in municipio sia alquanto ferma, per lo meno sotto questo aspetto.
Dalla fine dell’estate ad ora, in sala consiliare ci si è incontrati solo cinque volte: due a ottobre (argomento più “scottante” la ristrutturazione del centro commerciale della 167 Ovest), due a novembre (una, quella del 15, dedicata alla festa della Municipale, e quella del 29 invece per discutere di alcune piccole varianti al Regolamento urbanistico) e infine il consiglio del 23 dicembre. Non molto per una città di 22mila abitanti, seconda per grandezza dell’intera provincia di Grosseto.
E le commissioni? Idem, unica a lavorare di più la sesta quella che si occupa di urbanistica dove appunto si è dovuto discutere di alcune varianti al Regolamento, modifiche che dovevano essere protagoniste della riunione di venerdì 24.
A quando insomma il prossimo consiglio comunale? Per ora non si sa. «Doveva essere il 24 febbraio – dice Simone Turini, capogruppo del Pdl – invece giovedì scorso ho ricevuto la telefonata del presidente Lanfranco Stefanelli che mi informava dello slittamento. All’ordine del giorno comunque c’erano delle varianti al piano urbanistico diciamo più piccole, importanti sì ma non così fondamentali per la città. Con l’approvazione del Regolamento si era conclusa una fase già di grande lentezza ma ora sembra proprio che addirittura si sia inserita la retromarcia. Da giugno ad oggi abbiamo avuto pochi consigli comunali e di scarsa portata, alcuni privi di effetti amministrativi. Questa situazione è lo specchio di una città ferma che non risente di nessun impulso positivo da parte del governo. Non si è trovata una soluzione alle questioni di maggior rilevanza, vedi villaggi turistici, ippodromo; di fatto i tanto annunciati lavori del Piuss (Parco Centrale, ndc) stentano a partire. Se uno avesse in mente che le cose da qui alle prossime elezioni possano cambiare si sbaglia di grosso. Siamo alla paralisi totale».
Idem le commissioni consiliari, altra importante sede decisionale dove vengono discusse e approfondite le delibere di un’amministrazione. «Quella che lavora di più – spiega ancora Turini – è l’urbanistica. Per le altre solo convocazioni sparute e occasionali». (p.v.)
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