Il Tirreno

Grosseto

«Aspetto di conoscere gli addebiti»

di Pierluigi Sposato

L’avvocato Leporatti era stato il primo a sollecitare l’estensione delle indagini

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GROSSETO

«Aspetto di conoscere nei dettagli gli addebiti che sono loro rivolti». Così l’avvocato Bruno Leporatti, difensore del principale indagato Francesco Schettino, commenta la notizia dell’iscrizione di nuovi indagati. Era stato lui, all’indomani dell’interrogatorio che non aveva confermato il fermo ma comunque disposto i domiciliari, a sollecitare la Procura ad ampliare il raggio.

«Le dichiarazioni rese dal comandante Schettino - aveva scritto riassumendo la memoria depositata - nel corso del suo interrogatorio di garanzia, in ordine ai contatti telefonici intercorsi con il Marine operation director di Costa Crociere (Ferrarini, ndr) dopo l'impatto e costantemente durante la fase della susseguente emergenza, hanno aperto ulteriori filoni di indagine, che potrebbero ragionevolmente orientarsi nel senso di provocare allargamenti soggettivi dell'inchiesta stessa».

«Qualora il Procuratore - aveva aggiunto - si orientasse nel disporre l'iscrizione di altri nominativi nel registro successivamente all'assunzione dell'incidente probatorio, le risultanze di esso sarebbero inutilizzabili, nei confronti di tali eventuali nuovi indagati».

Così adesso comincia un nuovo lavoro per le segreteria della Procura e la cancelleria del gip. Una volta che sarà arrivato il riscontro dell’avvenuta notifica delle informazioni di garanzia, il gip Montesarchio provvederà alla notifica dell’estensione dell’incidente probatorio: non a tutte le 4.200 persone parti offese nel naufragio ma ai soli nuovi indagati. Questi potranno così nominare propri esperti per seguire gli accertamenti che il giudice disporrà sulla scatola nera. Insomma, una corsa contro il tempo che deve terminare il prima possibile, e non solo per motivi procedurali.

Anche altri avvocati, questi però delle parti offese, avevano sollecitato ad ampliare il campo di azione della Procura proprio in direzione di Costa. Ma la stessa Procura si era orientata in tal senso già nei primi giorni dell’inchiesta, puntando l’attenzione sulle procedure e sui protocolli, ascoltando e riascoltando i responsabili dell’unità di crisi e gli ufficiali.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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