Il Tirreno

Grosseto

«O vi fidate oppure no Io devo evitare il panico»

Acceso botta e risposta tra la dirigente scolastica Barbara Rosini e i genitori «La telefonata fatta dalla bambina ha scatenato la disinformazione»

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GROSSETO

A Barbara Rosini, dirigente scolastica, i genitori non perdonano nulla. Il colloquio davanti all'ingresso della scuola, è più che altro un confronto. Un botta e risposta acceso: i genitori irritati dal tono di certe risposte, la dirigente ferma nelle sue convinzioni. I genitori contestano la mancanza di informazioni. La dirigente replica spiegando di avere anche «il dovere di evitare il panico». E critica la telefonata con il cellulare che una bambina ha fatto lunedì mattina da una delle classi dove era stata avvertita la vibrazione: «Ha scatenato la disinformazione. E comunque in classe è vietato l’uso del cellulare». Secondo Barbara Rosini, è comunque «inutile che voi genitori siate informati su ciò che io non ho chiaro». Perché, ha aggiunto a proposito dell'episodio del 15, «io le relazioni le ho ricevute soltanto il 16».

La direttrice rivendica anche un comportamento corretto: «Io ho seguito le procedure del nostro piano di sicurezza: non devono essere create situazioni inutili di allarme».

A chi le chiede perché i bambini sono stati fatti uscire lunedì, se davvero è tutto a posto, risponde che «sono vibrati i vetri. Senza sapere le cause, li abbiamo fatti uscire. I bambini sono rientrati al termine del sopralluogo degli ingegneri.E i vigili del fuoco li ho chiamati io». Corretta, sempre secondo Barbara Rosini, la procedura che ha visto i bambini proteggersi sotto i banchi nell’eventualità di un terremoto, fino a che una custode ha fatto il giro delle aule avvertendo della necessità di evacuare l’edificio.

Ma spostare altrove quelle classi? chiedono i genitori, così, giusto per stare più tranquilli... «In quelle aule non ci sono problemi di stabilità - è la risposta della dirigente - Possono fare lezione con calma e anche le insegnanti sono tranquille e svolgono regolarmente il loro lavoro».

Ma far allontanare i bambini in attesa delle risposte dei nuovi esami? Per uno o due giorni a casa non muore nessuno... «Se il sindaco non fa l’ordinanza - è la risposta secca - la scuola funziona regolarmente. O vi fidate oppure no. Io non posso interrompere un servizio».

Barbara Rosini conferma che oggi pomeriggio incontrerà i rappresentanti dei genitori e che ben prima dell’ora fissata perl’appuntamento fornirà tutta la documentazione richiesta: «Dovete fare una domanda di accesso agli atti», spiega ai genitori che ne vogliono sapere di più e che si attrezzanocon carta e penna per compilare la richiesta.

La dirigente rientra, poi esce, poi rientra ancora, anche quando parla il sindaco, il quale comunque non ravvisa motivi per lamentarsi della comunicazione con la scuola. A chi tra la cinquantina di genitori rimasti la rimprovera di assentarsi, ricorda di esserci e di essere disponibile al confronto. «Sono io la responsabile, sono io a dover provvedere all’emergenza per i vostri figli».

Ma la frizione è evidente e si scatena quasi a ogni parola. «Vorremmo un atteggiamento un po’ più al pari nostro - riassume un genitore - Una comunicazione diretta su quanto sta succedendo e soprattutto sapere di poter mandare in questa scuola i nostri figli con un minimo di sicurezza».

(p.s.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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