Il Tirreno

Grosseto

«Nel dubbio si chiude, ma qui non è il caso»

Il sindaco Bonifazi: venerdì incontro dal prefetto, mettiamo a disposizione tutti i nostri documenti

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GROSSETO

«Nel dubbio, si chiude. Ma questo non è il caso». Emilio Bonifazi, sindaco di Grosseto, è chiaro e spegne eventuali entusiasmi. Arriva tra gli applausi verso le 10, si ferma per un'ora a parlare davanti all'ingresso della scuola di via Einaudi a una cinquantina di genitori rimasti a presidiare l'ingresso per manifestare la propria preoccupazione.

La scuola resta aperta perché non ci sono indicazioni tecniche contrarie, è il succo delle sue parole, anche se il primo cittadino riconosce che «la situazione è apparentemente contraddittoria». Il sindaco spiega di aver parlato con la Protezione civile nazionale e di essere stato indirizzato a quella regionale: «Ho parlato con la dottoressa Sargentini e mi è stato indicato il dottor Giancarlo Fianchisti. Li ho invitati qui. La Protezione civile ci ha chiesto gli studi geologici. E noi li facciamo».

Venerdì prossimo, dal prefetto, incontro per parlare proprio del caso di via Einaudi, un'ora prima della riunione del Comitato per l'ordine e sicurezza pubblica che deve fare il punto sull'incidente probatorio al Teatro Moderno del 3 marzo.

Il sindaco, che oggi incontrerà una delegazione di genitori, spiega di aver ricevuto personalmente dieci-dodici segnalazioni di vibrazioni avvertiti tra Gorarella, Principina e Marina il 15 febbraio. «Ricordatevi che dove l'emergenza era impellente non abbiamo esitato a chiudere la scuola: è avvenuto a Braccagni, dove abbiamo trasferito le classi, è avvenuto a Rispescia, nonostante che la scuola fosse di costruzione recente. Se ci fosse dubbio, lo faremmo anche qui. Ma questo non è il caso».

Anche l’assessore Giuseppe Monaci è sulla stessa linea: «Non c’è il minimo elemento di percezione di insicurezza.Ci sono delle spie e nessuna si è mossa, nemmeno in quell’ala. Dovremmo chiudere, per assurdo, questa parte di città...»

Il sindaco assicura trasparenza massima: «Metteremo a disposizione tutti i nostri documenti». Ricorda che la task force di ingegneri si occupa di cinquemila studenti e dei relativi insegnanti. E annuncia che tutto quanto effettuato dall’amministrazione verrà comunicato nelle forme dovute: «Daremo comunicazioni anche alla Procura».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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