Il Tirreno

Grosseto

La Protezione civile per la scuola che trema

di Pierluigi Sposato

Il Comune incarica un geologo per un’indagine nel sottosuolo di via Einaudi L’assessore Monaci: «Qui è sicuro, ci metto temporanemente il mio ufficio»

4 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO

Indagini più approfondite, anche geologiche, e l'intervento della Protezione civile. La scuola di via Einaudi diventa ufficialmente un caso, anche nazionale, visto che il sindaco Bonifazi ha segnalato i tremori ai massimi esperti di sismologia e visto che la questione sarà affrontata venerdì in Prefettura.

Sciopero e pasticcini

Nella giornata dello "sciopero" dei genitori (molti ieri non hanno portato i figli a scuola reclamando tranquillità per sé e per i bambini), in un’atmosfera un po’ surreale - con i vassoi di pasticceria e le mascherine per il martedì grasso a far da contraltare alla protesta - sono comunque già iniziati di lavori destinati da una parte a cercare di ovviare ai problemi più immediati - come la sostituzione dei vetri e le rifiniture al tetto - e dall'altra a cercare di risolvere il mistero di quei boati che fanno tremare i vetri e creano quanto meno apprensione. Perché le cause, per stessa ammissione dei tecnici, sono ancora sconosciute.

Incaricato un geologo

Allora, anche e soprattutto per rispondere alle esigenze di informazioni puntuali manifestate dai genitori, il Comune - su indicazioni della Protezione civile - ha dato avvio alle indagini nel sottosuolo di quel terreno. Il geologo Luca Lanzi ieri si è messo al lavoro per effettuare delle prospezioni geoelettriche intorno al perimetro della scuola, per capire su cosa poggi l'edificio, fino a una profondità di 10 metri. Già ieri mattina sono stati aperti i tombini di fognature e acquedotto per verificare l'assenza di sversamenti, mentre altri operai hanno verificato il tetto. E' iniziata anche, in due classi, la sostituzione dei vetri. Inoltre, il Comune ha annunciato l'installazione di fonometri, cioè di microfoni che percepiscano e registrino i movimenti del terreno, comprendendone anche la direzionalità. «Spero in settimana di poter fare tutto - dice il dottor Lanzi - Iniziando dall'ala interessata dai tremori e dal lato lungo opposto all'entrata». Lanzi è autore di un'analoga perizia, redatta appena nel gennaio scorso dietro richiesta dei vigili del fuoco e sempre per il Comune di Grosseto: un lavoro ritenuto valido che adesso sarà ulteriormente corredato da informazioni.

Fenomeno localizzato

Un dato comunque il geologo tine a precisarlo già da ora: «Non sono in corso fenomeni su larga scala. Non vi è niente di paragonabile a quanto avvenuto anni fa al Bottegone, quando il sottosuolo è sprofondato a causa di una cavità carsica formatasi in profondità. Qui la situazione è del tutto diversa».

Sopralluogo degli ingegneri

In via Einaudi sono tornati anche gli ingegneri Arturo e Alessio Ferrari, che per incarico del Comune seguono con altri specialisti le scuole del territorio. Anche loro hanno verificato che «non si è mosso nulla», dopo aver appreso la ricostruzione del tremore di martedì, quello avvertito da una maestra della 2° A vicino al punto sismico tra i vetri. «Ma il tremore lo hanno sentito anche in 5°», hanno obiettato i genitori, aggiungendo un dato informativo evidentemente non in possesso degli ingegneri.

Quand'anche il 15 si fosse trattato di un'escursione termica, l'episodio di lunedì sarebbe invece riconducibile alla scossa sismica con epicentro tra Campagnatico e Batignano. La causa resta dunque un mistero. L'unica certezza è l'effetto: «la scuola non si è mossa». Adesso la task force dovrà dare una risposta. Possibilmente, dicono i genitori, in tempi brevi.

L’assessore si trasferisce lì

Le prime risposte le ha date l’assessore ai lavori pubblici Giuseppe Monaci, che ieri mattina intorno alle 8,50 è arrivato alla scuola con una grossa borsa tra le mani: «Ho trasferito il mio ufficio qui - ha detto, riscuotendo una dose di applausi e sorrisi - Mi hanno messo una stanza a disposizione e qui oggi i miei collaboratori verranno a fare le riunioni che abbiamo in programma». Insomma, se l’assessore è a scuola, i genitori si sentono più tranquilli. «Le preoccupazioni sono legittime - riconosce Monaci - Ma non è la struttura della scuola a farci preoccupare: c’è qualcosa di ambientale da scoprire. Intanto vi dico che ieri (lunedì, ndr) ho chiamato la base dell’Aeronautica e mi hanno detto che non c’è stato alcun aereo, nessun motore in prova». Ma queste indagini supplementari non si possono fare con i bambini a casa per un paio di giorni? O anche trasferire i ragazzi che sono in quell’ala? chiedono i genitori. Monaci si limita a osservare che «per noi la scuola è tutta sicura. Ma se c’è un elemento tale, non sulla base dell’emotività, da giustificare un allontanamento, certo che vengono adottate tutte le misure del caso. Addirittura anche se c’è da trasferire altrove le classi, ci organizziamo. Questo è un edificio malato ma non è un malato da rianimazione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa