Il Tirreno

Grosseto

Anche i fiori suonano La musica del mondo svelata da Lucifero

di Francesca Ferri

Due maremmani brevettano uno strumento strabiliante Trasforma in armonie luce e colori emanati dagli oggetti

3 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO

Che suono ha la luna? E il petalo di un papavero? E il viso di un bambino? Solo i poeti e i musicisti, fino ad oggi, potevano accostare l’orecchio e immaginare sinfonie di colori.

Oggi si scopre che i colori “suonano” per davvero, e da soli, e captare questa musica si può. Lo hanno fatto due trentenni della provincia di Grosseto, Lorenzo Alocci di Orbetello e Claudio Greco di Porto Santo Stefano, che a fine gennaio hanno ottenuto dal Ministero dello Sviluppo economico il brevetto per Lucifero, una “creatura” tanto incredibile quanto, all’apparenza, diabolica che, proprio come dice il nome, è in grado di “portare la luce”. Di portarla, in questo caso, oltre il confine del visibile e tras-portarla nel mondo dei suoni.

Tutto nasce nel 2007 da una scultura che i due, diplomati al liceo artistico e scultori fuori dall’orario di lavoro – Lorenzo è dipendente dell’Acquedotto del Fiora e Claudio lavora in campo artistico – stanno realizzando per una mostra. Da 13 anni, infatti, insieme a Paola Cerulli hanno fondato il gruppo artistico Noname Style ed espongono in tutta Italia.

«Le nostre sculture - spiega Lorenzo - interagiscono con gli spettatori, sono una sorta di performance. Quella volta volevamo realizzare una scultura che, tramite sensori, suonasse al passaggio degli spettatori. Il problema è che ha cominciato a suonare già all’interno del nostro studio e lì ci siamo accorti che aveva ben altre possibilità».

La mostra, come ovvio, salta e i due cominciano a dedicarsi giorno e notte alla nuova creatura che, come loro stessi spiegano, «brillava di luce propria». Perché non si tratta di una magia, ma di un principio fisico. Lucifero, infatti, tecnicamente è un sintetizzatore musicale a radiazione luminosa che funziona trasformando le frequenze luminose e cromatiche in frequenze sonore. Un traduttore, per così dire, dal linguaggio visivo a quello sonoro.

«Ci si può ascoltare un campo di girasoli e vedere la differenza di suono rispetto a quello che produce con un campo di papaveri - spiega Lorenzo con totale cognizione di causa - perché le frequenze del rosso sono diverse da quelle del giallo».

L’intervallo di lunghezza d’onda tra la luce blu e quella rossa corrisponde, spiegano i due inventori, a un intervallo musicale di circa due ottave.

«Lo abbiamo puntato sulla Luna e abbiamo scoperto che ha un suono molto basso. Se lo portassimo qui - spiega Lorenzo dando un’occhiata ai neon che illuminano la redazione del Tirreno - avremo un suono baritonale perché questo tipo di luce produce questo suono. Se poi ci sovrapponiamo una luce diversa, abbiamo una combinazione di suoni diversi».

L’effetto lascia stupefatti. Lorenzo mostra un video dei primi esperimenti realizzati nel garage-laboratorio di casa. Tra cavi, utensili, vecchi materassi e un canneto di neon, ecco spuntare Lucifero. È un semplice sensore, che si può attaccare a qualsiasi oggetto. Ogni superficie è buona per essere esposta al suono. I neon a un certo punto cominciano ad accendersi e spegnersi e Lucifero comincia a suonare. Ed è una sinfonia di Stravinskij, un’improvvisazione di violini, un concerto di armonie meccaniche eppure affascinanti. Belle.

Il sogno di Kandinskij e della sua pittura come sinfonia di colori che si avvera; l’intuizione di Scrjabin che va ben al di là di quanto il pianista russo riuscì a restituire nelle sue composizioni. La musica dei suoni, con Lucifero, non è una semplice sinestesia o l’emozione di un artista: è il colore che suona, un concerto di luci.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web