Italia
Tamoil ha dovuto licenziare 9 dipendenti
Il caro-benzina è una mannaia anche per i gestori. E pure la pompa “no logo” inizia a cedere ai rialzi
GROSSETO
Nove persone mandate a casa nel giro di due anni. Il caro-benzina fa le sue vittime e alla Tamoil di via Bulgaria è stata una strage. «Abbiamo aperto nel 2003 e fino al 2006 è andata molto bene», spiega il titolare, Alessandro Pasqui.
Il distributore era tra i più concorrenziali e sempre pieno di clienti per i prezzi obiettivamente bassi rispetto alla media. Poi è iniziato il declino: la compagnia ha iniziato i ritocchi al rialzo e nuovi concorrenti si sono affacciati sul mercato. «I distributori “no logo” sono stati una batosta - spiega Pasqui - e ho dovuto mandare a casa nove dipendenti. Adesso siamo io e mia moglie».
Il meccanismo dell’imposizione del prezzo lo mostra Henry, dipendente del distributori Ip di via Aurelia Nord. Compone un numero di telefono, inserisce il codice del distributore e dall’altro capo della cornetta la voce preregistrata domenica sera dà l’indicazione per il listino del giorno dopo, ieri: «Per il 20 febbraio 2012 il prezzo consigliato per la super è di 1,872 euro e per il gasolio di 1,754», dice la signorina dal quartier generale della compagnia. «Ha capito che prezzi ci vorrebbero far mettere? - chiede - Noi possiamo variare di poco: oggi (ieri per chi legge, ndr) abbiamo messo 1,845 e 1,726, euro al litro. Meno non si può». Sulla pompa c’è però un cartello, «gasolio finito», segno che i clienti non mancano. «Ma solo perché venerdì e sabato facciamo lo sconto e la gente ne approfitta».
Il prezzo più basso registrato nella mini inchiesta del Tirreno ieri è quello della pompa Aquila a Roselle che si può permettere prezzi più bassi perché si rifornisce direttamente dal produttore, Eni, nelle raffinerie di Livorno e Calenzano. «Ma anche noi registriamo aumenti», spiega la titolare, Ulrica Fatarella.
Insomma, per gli automobilisti, nessuna via di scampo. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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