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Rifondazione: «Patanella, un errore»

ORBETELLO La segreteria di Rifondazione di Grosseto palesa in modo netto la propria contrarietà all'impianto di smaltimento alghe, previsto a Patanella. Nella salvaguardia di un ecosistema delicato...

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ORBETELLO

La segreteria di Rifondazione di Grosseto palesa in modo netto la propria contrarietà all'impianto di smaltimento alghe, previsto a Patanella. Nella salvaguardia di un ecosistema delicato come quello dell'area sopracitata, il partito non si limita alla contestazione, ma propone soluzioni efficaci per fronteggiare l'emergenza laguna. Sulla linea dell'esperto Mauro Lenzi, il quale, ammonendo l'oneroso sistema finora attuato, muove il suo studio verso scelte più sostenibili, Rifondazione afferma:«Dal 2005 le crisi ambientali sono tornate a manifestarsi con frequenza quasi annuale. Con gli strumenti in uso (pompaggio di acque marine e raccolta delle macroalghe), per ottenere buone condizioni ambientali occorrerebbe un impegno decisamente maggiore. Aver ridotto lo sforzo di raccolta rispetto ai primi anni del commissariamento è risultato controproducente. La difficoltà del passaggio dalla gestione straordinaria della laguna a quella ordinaria consiste proprio nel superare le onerose spese gestionali e manutentive delle strutture esistenti».

La risospensione dei sedimenti superficiali rimane l'unica alternativa finora proposta, studiata e sperimentata, che possa conseguire i risultati attesi da una gestione ambientale della laguna, ovvero una forte riduzione dello sviluppo algale, favorendo le piante a radice, caratteristiche di una buona qualità ambientale. In questo senso la manutenzione dovrebbe essere costante, ma meno dispendiosa. «La risospensione sedimentaria è relativamente poco costosa e consentirebbe di eliminare i costi di raccolta e pompaggio. Occorrerebbero inizialmente i battelli disponibili e i costi sarebbero relativi a manutenzione, gasolio e conducenti. Si escluderebbero tutte le spese del conferimento a discarica delle masse algali. Gradualmente, nel giro di un paio di anni, si ridurrebbero le spese eliminando anche il pompaggio. Così sarebbe agevole il passaggio alla gestione ordinaria, che potrebbe andare alle amministrazioni territoriali».

Claudia Della Verde

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