Porto di Scarlino: «Riorganizzazione sì, licenziamenti no»
Ieri la visita della commissione emergenza occupazione Provincia pronta a offrire riqualificazione professionale
SCARLINO
Un incontro proficuo, lo hanno descritto i protagonisti. Magari non risolutivo, ma che quanto meno ha portato delle rassicurazioni, soprattutto sul fatto che Marina Management non abbandonerà i suoi dipendenti.
Da qualche mese, infatti, i venti della crisi hanno iniziato a soffiare anche all’interno del porto turistico del Puntone, mettendo alle strette la società, tanto da far partire la cassa integrazione a rotazione per i suoi operai, accordata con le sigle sindacali.
Ed è proprio per queste problematiche che ieri la commissione regionale emergenza occupazionale ha fatto tappa, nel suo tour maremmano, anche nella piccola frazione scarlinese affacciata sul mare. Al tavolo erano presenti i rappresentanti societari di Marina Management e le istituzioni, dal sindaco padrone di casa, Maurizio Bizzarri, all’assessore provinciale, Cinzia Tacconi.
Come detto, non c’è nessuna svolta circa la situazione dei lavoratori, ma l’argomento occupazione è stato trattato. In sostanza, i presenti hanno parlato di una riorganizzazione dei posti e di nessuna ristrutturazione, che tradotto in termini meno tecnici significa meno licenziamenti possibili. Se possibile nessuno. La riorganizzazione, invece, arriverà attraverso la flessibilità del lavoro.
La società, dal canto suo, ha dichiarato di essere impegnata nel campo della salvaguardia occupazionale, ribadendo allo stesso tempo i problemi economici, dovuti appunto al momento di crisi, a cui è costretta a far fronte. La Provincia poi, attraverso l’assessore, ha assicurato la sua massima disponibilità a fronteggiare i problemi, fino a mettere in campo, se necessario, tutti gli strumenti di riqualificazione professionale, in modo da evitare eventuali licenziamenti.
Ma la discussione non rimane racchiusa soltanto intorno a quel tavolo. Il porto del Puntone è stato sin da subito visto come una grande opportunità per il territorio, su cui in molti hanno riposto molte speranze. Per questo l’attenzione è sempre rimasta alta intorno alla struttura.
Ed è così che anche le opposizioni politiche scarlinesi richiamano la Marina Management. «Il progetto del Porto è stato realizzato anche con interventi economici pubblici - dice la civica La Rinascita - l’ultimo dei quali è il prolungamento della durata della concessione di ulteriori 40 anni rilasciata dal Comune di Scarlino il 30 giugno 2009. Il mantenimento dei livelli occupazionali era ed è una finalità essenziale proveniente anche da questi aiuti pubblici; la società deve perciò riflettere prima di mettere in atto un intento di riduzione del personale».
Non è però la prima volta che il concetto di crisi si lega al porto di Scarlino. Tant’è che Promomar, altra società presente nella struttura (un tempo l'unica, poi scorporata in più parti), si è trovata costretta a presentare un nuovo piano dei lavori al Comune, proprio per poter far fronte alle sue difficoltà. Nuovi accordi che prevedono una proroga per il completamento di alcuni interventi urbanistici in quella zona che fanno capo alla stessa società. L’amministrazione ha accettato la nuova intesa, a patto che stavolta i termini siano rispettati.
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