Proteste
Massa Comune: «Garanzie sul S.Andrea»
La civica chiede chiarezza dopo la decisione della realizzazione dell’ospedale a Riotorto
MASSA MARITTIMA
Le rassicurazioni del sindaco non convincono l’opposizione sul destino dell’ospedale. Anzi, vedono dietro alla costruzione di un presidio a Riotorto un disegno molto più ampio. «Sembra che la coalizione di maggioranza di sinistra toscana stia facendo il giochino delle tre carte» dicono da Massa Comune. Ci sono delle dichiarazioni contrastanti, secondo la civica, un mucchio di soldi e dei dubbi sulla volontà da parte dell’amministrazione di fare sistema. Parte da qui Massa Comune, dai 12,5 milioni di euro investiti per la riqualificazione del Sant’Andrea, «ottenuti sulla base della programmazione di area vasta (Grosseto, Siena ed Arezzo), del piano triennale di riordino dell’Asl 9 e del protocollo di intesa firmato fra Regione, Asl e Comuni della zona socio sanitaria delle Colline Metallifere». Una somma che potrebbe far star tranquilli a Massa, non fosse che a dicembre, dicono dalla civica, le dichiarazioni hanno iniziato a non essere perfettamente in linea. Da una parte, «il direttore generale dell’Asl Fausto Mariotti, in controtendenza al percorso finora seguito, comunicava che la Regione stava lavorando per costruire la nuova pianificazione socio sanitaria delle Colline Metallifere», mentre «il sindaco Lidia Bai e l’assessore e presidente della Società della Salute Luciano Fedeli auspicavano la necessità di lavorare in rete con zone anche al di là di confini provinciali, allargando per esempio contatti e rapporti con la zona sud della Provincia di Livorno». Parole che invece si intrecciano con quelle pronunciate oltre il confine provinciale, dal sindaco di Piombino Gianni Anselmi e dalla massetana direttrice dell’Asl 6 (quella livornese) Monica Calamai. Massa Comune infatti spiega che i due «esprimevano opinioni poco fiduciose sul destino del locale presidio Sant’Andrea e si ricordavano gli impegni sul nuovo ospedale di Piombino, presi dall’allora direttore generale dell’Asl 6 Fausto Mariotti, ora direttore di quella grossetana». Tutte considerazioni che portano i consiglieri di Massa Comune a rivolgere un invito a «tutti gli attori di questa commedia ad uscire allo scoperto e a dire con chiarezza ai cittadini e al personale medico quale strategia intendono adottare per salvaguardare l’ospedale Sant’Andrea, individuare l’area socio sanitaria di riferimento, i servizi che si intendono continuare ad erogare e le risorse, umane e finanziarie, destinate a garantire la sua concreta operatività, e come questa possa poi saldarsi con le attività della locale Società della Salute che, al momento, pare caratterizzarsi per essere un’interfaccia burocratica».
Alfredo Faetti
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