Finanza
L’indignazione della Lav: «Colpa dei cacciatori»
L’indignazione è poco. La reazione di ogni persona sana di fronte a ciò che è accaduto a Roccatederighi può essere solo l’orrore. Un orrore che hanno scoperto le guardie zoofile della Lega anti...
L’indignazione è poco. La reazione di ogni persona sana di fronte a ciò che è accaduto a Roccatederighi può essere solo l’orrore.
Un orrore che hanno scoperto le guardie zoofile della Lega anti Caccia e Wwf, cioè quei volontari di associazioni che liberamente si impegnano per tutelare gli animali. Sono stati loro, durante un controllo per l’applicazione e il rispetto della legge 59, quella che vieta di tenere gli animali legati con catene, a scoprire il canile lager di Roccatederighi.
Un orrore legato ancora una volta al mondo venatorio. Qualche tempo fa la Lega antivivisezione si rivolse alla stampa con un appello a non celebrare la caccia ed elencò alcune ragioni: l’uccisione degli animali per divertimento, la diffusione di armi da fuoco, il pericolo per le persone, l’invasione delle proprietà private, la disapprovazione del 70% degli italiani che hanno partecipato ad un referendum.
Oggi è il momento di aggiungerne un’altra che è altrettanto valida e che non avevamo dimenticato: il maltrattamento e l’uccisione dei cani da parte dei cacciatori.
E un cacciatore, con licenza e quant’altro, è l’uomo che ha lasciato morire i cani di Roccatederighi.
Si tratta di cronaca quotidiana e questo è solo l’ultimo dei casi noti, troppi per non costituire un’inquietante statistica sul modo in cui moltissimi cacciatori considerano anche questi animali, oltre quelli che regolarmente uccidono.
La caccia fa parte di un mondo brutale che vogliamo vedere sulla via del tramonto, è un’usanza barbara che speriamo un giorno sarà guardata con un brivido al pari degli antichi sacrifici.
Se tutti noi desideriamo una società civile, dobbiamo costruirla senza caccia.
Non facciamoci incastrare dalle giustificazioni di chi difende questa cultura della violenza come una presunta tradizione o una necessità e insegniamo ai nostri figli un’altra lezione: quella del rispetto per tutti gli esseri viventi.
Giacomo Bottinelli
Responsabile sede
territoriale e provinciale Lav
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