Il dolore
«Gnani, tifa il Grosseto da lassù»
Aveva giocato nel Grifone. Il dolore degli amici e degli ex compagni di curva Nord
GROSSETO
«Non è possibile morire così». Non sa darsi pace Riccardo Giusti, "Sirpe" per gli amici e i compagni di tifo in Curva Nord.
«Sono distrutto dal dolore - aggiunge - Eravamo come fratelli. Lo conoscevo praticamente da sempre, siamo diventati amici giocando insieme nelle giovanili del Grosseto e non ci siamo più persi di vista. Non passava giorno senza telefonata».
"Sirpe", riesce a fatica a mettere insieme le parole, ha il cuore a pezzi: non si sarebbe mai aspettato di dover rispondere, nel tardo pomeriggio di ieri a quella telefonata così devastante.
«In questi giorni sono a Roma per lavoro. Ci siamo sentiti la scorsa notte alle due - aggiunge - Perché è accaduto? Perché Flavio? Ma come è successo?».
Dopo una pausa, torna a parlare dell'amico così tragicamente scomparso, con affetto: «Era impossibile non volergli bene, era il ragazzo più buono del mondo, sempre con il sorriso sulle labbra».
«Sono stravolto, gonfio di tristezza - gli fa eco Paolo Marini, lo speaker dello stadio Zecchini - ma voglio salutare Gnani con un sorriso, anzi con una risata, come le tante che ci siamo fatti insieme durante quelle fantastiche giornate passate insieme al Conte Max. Ti voglio bene».
Su Facebook ed anche nel muro dei tifosi su Biancorossi.it, appena si è sparsa la notizia, ci sono decine di testimonianze di affetto, ricordi di serate indimenticabili. "Gnani" era un amicone, uno dal cuore grande, pronto a farsi in quattro per gli altri. La sua carriera di calciatore (era un difensore con i fiocchi), finì nei primi anni duemila, anche a causa degli impegni di lavoro, ma l'amore per i colori biancorossi era rimasta intatta.
Con alcuni sportivi del Club Over 33 aveva creato un gruppo di ricordi calcistici su Facebook, con le più belle immagini del passato ed ultimamente si era impegnato a mettere insieme un po' di tifosi del Bar Risksciò senza dimenticare l’altra grande fede, quella per la Roma.
La fede per il Grifone del gruppo non si limitava a sostenere i ragazzi il sabato pomeriggio, ma comprendeva anche cene, momenti di aggregazione. Senza l'allegria di Flavio, adesso, quegli incontri non saranno più gli stessi.
Ed uno degli amici, prima di salutarlo, gli fa una raccomandazione: «Tifa il Grosseto, da lassù».
Maurizio Caldarelli
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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