La manifestazione
E l’assessore si trasforma in clarinettista
SANTA FIORA Al Carnevale morto di Marroneto, fra i figuranti di un cast “trasversale”, sia per età dei componenti che per fascia sociale di appartenenza, c’era anche l’assessore provinciale al...
SANTA FIORA
Al Carnevale morto di Marroneto, fra i figuranti di un cast “trasversale”, sia per età dei componenti che per fascia sociale di appartenenza, c’era anche l’assessore provinciale al bilancio, Federico Balocchi.
Ventisette anni e mezzo, laurea da tempo in tasca, ruolo politico di prestigio per un giovanissimo, Federico pur essendo di Selva (Santa Fiora) si esibisce da tre anni per la frazione di Marroneto, suonando nella banda.
Non ci sono più i campanilismi di una volta?
Siamo rimasti quattro gatti, ci aiutiamo vicendevolmente. Quando tre anni fa, dopo un’interruzione di alcuni anni, un comitato spontaneo di giovani volle riproporre il Carnevale Morto e fui contattato, dissi subito di sì. Amo questo tipo di manifestazioni e soprattutto amo il mio paese.
È uno stacco dalla vita concitata dell’attività politica, un relax o fa parte integrante della sua vita?
Assolutamente è la mia vita. Il sabato e la domenica io sono un ragazzo di Santa Fiora come tutti e amo partecipare a molte iniziative: suono il clarinetto nella banda cittadina, canto il maggio e la Befana nel gruppo della Selva. E da tre anni faccio parte dei musicanti del Carnevale Morto.
È come cantare il maggio o ha una specificità propria?
Il Carnevale morto si fa solo a Marroneto, gli altri canti popolari sono diffusi in tantissime zone. Questo qui è una farsa canora. La sua peculiarità è di mettere insieme giovanissimi con anziani. Il più vecchio ha 80 anni e piange quando racconta che di Carnevali morti ne ha fatti 60.
Siete tutti figuranti maschi, vero?
Sì, e questo attesta l’antichità della manifestazione, che risale a centinaia di anni fa, quando alle donne era vietato recitare ed esporsi per gli spettacoli. È il travestimento quello che conta.
Quanto provate prima della rappresentazione?
Quest’anno per niente. Noi musicanti lo spartito lo conoscevamo e a causa della neve abbiamo contato sulla nostra memoria. È andata benone. Mi diverto come un matto a stare con la mia gente. Io sono uomo d’Amiata. E credo che questo Carnevale porta qualcosa di buono alla nostra montagna e a Santa Fiora in particolare. (f.b.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google