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Grosseto

tribunale

Ristoratore condannato per falso

Sei mesi per la lettera di assunzione di una cameriera

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GROSSETO

Il titolare di un ristorante è stato condannato per un falso relativo alla lettera di assunzione di una cameriera: 6 mesi di reclusione e la sospensione della pena subordinata al risarcimento del danno non patrimoniale in favore della ragazza, fissato in 2.000 euro (più 1.800 per le spese di lite), entro un mese da passaggio in giudicato della sentenza.

Francesco Marano, 62 anni, era imputato perché titolare de La Conchiglia Blu. Secondo l'imputazione, per dimostrare la regolarità dell'assunzione della ragazza (i fatti sono del 2006, quando lei aveva 21 anni) avrebbe formato alcune scritture private false: la dichiarazione diretta dell'Ispettorato del lavoro, la lettera di assunzione, il piano formativo per apprendisti. In calce a questi documenti avrebbe poi messo la firma falsa della ragazza. Di tutti questi documenti avrebbe poi fatto uso per perfezionare l'assunzione della dipendente. La questione era venuta a galla in seguito a un controllo dell'Ispettorato

Il giudice Sergio Compagnucci, al termine del dibattimento, ha riconosciuto Marano colpevole solo per la falsificazione della lettera di assunzione, assolvendolo per le altre contestazioni (non ha commesso il fatto). Marano si è difeso in aula con una dichiarazione spontanea, sostenendo di non aver avuto alcun interesse a falsificare la firma di una dipendente e di non aver mai avuto problemi con la ragazza. Il pm onorario Pamela Di Guglielmo aveva chiesto 6 mesi. Difesa Stefano Severi, parte civile Paolo Novelli.

(p.s.)

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