Il Tirreno

Grosseto

Un centro per i disturbi del cibo

di Enrico Pizzi

Inaugurato il Mandorlo, con sette pazienti. E presto una struttura regionale a Castiglione

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GROSSETO

Sette giovanissime ragazze, la più giovane è una quattordicenne, la più "anziana" - si fa per dire - di anni ne ha compiuti 23. In comune hanno il dramma dell'anoressia e sono loro, dal 5 dicembre dello scorso anno, le prime pazienti ospitate nel centro diurno Il Mandorlo, aperto dalla Asl 9 all'ospedale Misericordia di Grosseto e dedicato alla cura dei disturbi del comportamento alimentare, un centro gestito dal personale dell'azienda in collaborazione con l'Associazione "Perle onlus" che, da anni, si occupa di dare sostegno alle persone colpite da queste patologie e alle loro famiglie.

Il Centro Il Mandorlo è stato inaugurato ieri mattina dall'assessore regionale alla salute, Daniela Scaramuccia.

Secondo i dati dell'associazione Perle, si stima che i disturbi del comportamento alimentare come l'anoressia colpiscano lo 0,5% della popolazione femminile, mentre disturbi come la bulimia hanno un'incidenza che può oscillare dall'1 al 3%. Ma questo genere di disturbi sta iniziando a interessare anche i ragazzi, seppure con fenomenologie diverse, come la vigoressia, e con un'incidenza che è un decimo rispetto alla popolazione femminile.

Per dare una risposta a questo tipo di patologie già da tempo l'Asl 9 ha messo in piedi attività territoriali, ambulatoriali che fanno riferimento al centro aziendale che ha sede in Villa Pizzetti. Mancava, però, un centro diurno, che consentisse ai pazienti per i quali le terapie ordinarie non sembrano dare risultati, di essere curati in modo adeguato.

Le pazienti del centro Il Mandorlo arrivano la mattina alle 7.45 e restano nella struttura fino alle 18.30. All'interno del centro sono praticate le terapie alimentari, ma non solo. Un'equipe multidisciplinare, infatti, elabora programmi terapeutico-riabilitativi calibrati su ogni singolo caso, ai pazienti viene proposto un programma personalizzato per la riabilitazione nutrizionale, sia attraverso gruppi di psicoterapia, che attraverso la terapia individuale, in alcuni casi rivolta anche ai familiari. Nel centro sono organizzate anche attività artistiche.

L'equipe sanitaria, coordinata dal dottor Maurizio Riccetti, psicologo della Asl 9, è composta da quattro sanitari (psicologi, un medico nutrizionista e un internista-endocrinologo), un dietista, due infermieri e due educatori e si avvale del contributo e della collaborazione dell'associazione "Perle".

Il problema dei disturbi del comportamento alimentare necessita, dunque, di diversi livelli assistenziali. E l'ultimo livello, quello residenziale, è l'obiettivo prossimo che sia l'associazione Perle Onlus che l'Asl 9 si sono posti. Il progetto riguarda il recupero di una struttura a Casa Mora, a Castiglione, dove la Regione e la Asl 9, in collaborazione con il Comune, intendono realizzare un centro residenziale regionale, destinato alla riabilitazione dei pazienti che soffrono di queste patologie. Una struttura di 600 metri quadrati che avrà 19 posti letto e ospiterà, al suo interno, anche un diurno e un ambulatorio.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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