Attenzione
Il segretario due ore sotto torchio dal gip
Paolo Cristiano ha deciso di parlare: «Non ho più rapporti con Gubbio e non ho mai preso ordini»
Ha deciso di parlare e di ribattere, punto per punto, alle accuse dei carabinieri. Cercando di smontare le prove che i carabinieri hanno raccolto in mesi e mesi di indagini. Paolo Cristiano, il segretario comunale arrestato qualche giorno fa su ordine del tribunale di Perugia con l’accusa di abuso d’ufficio e associazione per delinquere, ieri è stato interrogato dal gip.
E in tribunale, l’uomo, 47 anni, ha negato tutti gli addebiti, a partire dalla sua appartenenza alla “cricca” che avrebbe fatto capo all’ex sindaco di Gubbio Orfeo Goracci.
«Il mio cliente ha spiegato di essere entrato soltanto marginalmente in questa vicenda - dice l’avvocato David Brunelli - perché al Comune di Gubbio, lui ci ha lavorato soltanto un anno e pochi mesi».
Un periodo breve, durante il quale il segretario comunale «si sarebbe accorto che c’era qualcosa che non andava», aggiunge l’avvocato. Cose che poi «avrebbe in qualche modo - dice ancora Brunelli - cercato di sistemare».
Il segretario comunale è arrivato a Orbetello dopo che il suo incarico non era stato rinnovato dal sindaco di Gubbio. E allora, perché continuare da Orbetello ad avere rapporti con la precedente amministrazione?
«I contatti non ci sono stati - dice l’avvocato - se non qualche scambio di sms con una dipendente del Comune per organizzare una pizza e parlare delle cose che potevano essere rimaste in sospeso. Il mio cliente e la dipendente, comunque, si davano del lei anche via sms. Questo significa che non avevano un rapporto confidenziale».
Negli atti della procura, però, un incontro nella casa di Foligno del segretario ci sarebbe stato dopo che i carabinieri del Ros sono andati a sequestrare materiale in Comune e dopo che Paolo Cristiano era già in forza all’amministrazione di Orbetello.
«Nessun incontro, solo qualche messaggio - ribadisce l’avvocato - anche perché quando Cristiano è arrivato a Gubbio, in quell’amministrazione non aveva rapporti con nessuno. Non c’era un’amicizia o una conoscenza preesistente. Lui ha fatto il suo lavoro, cercando di farlo al meglio».
L’avvocato Brunelli continua a premere sulla buona fede del suo cliente. E infatti, ha presentato al giudice per le indagini preliminari la richiesta di revoca degli arresti domiciliari.
Revoca che verrà decisa al tribunale di Perugia lunedì.
«Il mio cliente è una brava persona - aggiunge l’avvocato - e sulla sua buona fede io non ho alcun dubbio. Lo capiranno anche i giudici che è estraneo a tutta questa vicenda. Lui, gli ordini, non li ha mai presi da nessuno. Il reato associativo, in questo caso non sta proprio in piedi».
Francesca Gori
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google