Sicurezza
«Giù le mani dal polo del Casone»
Il sostegno dell’assessore regionale all’ambiente Bramerini in visita a Scarlino Energia
SCARLINO
Poteva essere una polveriera l'incontro di ieri al Casone di Scarlino, ma le rassicurazioni sulla cassa integrazione, arrivate giovedì, hanno disinnescato la miccia. I sessantacinque dipendenti dell'inceneritore, infatti, hanno vissuto giorni di rabbia e preoccupazione riguardo al proprio futuro, dato che non si riusciva a sbrogliare l'aspetto degli ammortizzatori sociali. La svolta, per fortuna, è arrivata e questo ha permesso di arrivare all'incontro con l'assessore regionale all'Ambiente Anna Rita Bramerini in maniera più distesa. «La novità di oggi sulla cassa integrazione ordinaria - dice lei stessa - ci porta a tirare un modesto sospiro di sollievo. Modesto perché comunque dietro l'applicazione degli ammortizzatori sociali c'è sempre una situazione difficile e quella che stanno vivendo i 65 lavoratori dell'azienda l'abbiamo ben presente». L'ufficialità dell'avvio della cassa integrazione è stata ribadita durante la riunione dal presidente Moreno Periccioli, che ha rassicurato tutti spiegando che in attesa di una risposta da parte degli enti previdenziali e del ministero, l'azienda garantirà la retribuzione ai suoi dipendenti anticipando le somme dovute per gli stipendi del mese di febbraio.
Ma le difficoltà non sono una vera e propria novità a Scarlino Energia e risalgono a ben prima rispetto alla sentenza del Tar che ha annullato le autorizzazioni all'impianto. È il concetto principale che tanto l'azienda quanto i dipendenti hanno fatto presente all'assessore. «Quattordici anni di incertezza» è stato detto durante l'incontro, a cui hanno partecipato il presidente e l'amministratore delegato di Scarlino Energia, Moreno Periccioli e Luca Galimberti, il cda, i lavoratori, la Rsu, i sindacati e il sindaco Maurizio Bizzarri. L'azienda ha sottolineato l'esigenza di regole certe per creare le condizioni per fare impresa. Insomma, per fare sviluppo, senza nascondere l'intento di voler fare dell'impianto uno dei passaggi per la chiusura del ciclo dei rifiuti. Uno sviluppo, in ogni caso, adesso fermo ai box per la sentenza del Tar. Ma a cui Scarlino Energia non vuole rinunciare, tant'è che ha già avviato le procedure per ottenere nuove autorizzazioni. Un iter questo scandito però dai tempi del tribunale. Infatti, nel caso in cui il Consiglio di Stato, accogliendo il ricorso della società conto il Tar, ribalti la sentenza, non ci sarà bisogno di una nuova Via e dell'Aia. Per questo la società sta dosando al meglio i tempi, sia per non sovrapporre le nuove richieste con l'udienza di maggio a Roma, sia per farsi trovare pronta in caso di un pronunciamento contrario.
Intanto, però, Scarlino Energia e le altre aziende hanno trovato il sostegno della Bramerini. «Ribadiamo che il polo industriale del Casone rappresenta per la Regione Toscana una realtà fondamentale e per questo faremo qualunque sforzo per garantire il suo consolidamento in un momento così delicato in cui la tutela del diritto al lavoro va salvaguardata più che mai». Insomma, sostegno totale all'inceneritore da parte della Regione, come aveva già fatto la Provincia. Con il Comune di Follonica, autore del ricorso da cui tutto è nato, sempre più isolato in questa vicenda.
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