La manifestazione
«Bastianini ha scritto il programma»
L’esecutivo comunale del Pd risponde all’AreaDem: per il confronto ci sono delle regole
GROSSETO
L’esecutivo comunale del Pd risponde per le rime a Giancarlo Bastianini e all’AreaDem che, nei giorni scorsi, aveva criticato il partito. L’unica cosa di cui non si parla nella replica, però, riguarda i motivi della forte emorragia di tessere.
«C’è molta, forse troppa, autoreferenzialità politica – scrivono – nella polemica che Giancarlo Bastianini torna ad alimentare ogni volta che si sente “sottovalutato”, lui o qualcuno dei propri accoliti. Polemica il cui unico risultato tangibile è quello di resuscitare qualche illustre assente del Centrodestra dal dibattito politico cittadino, come il consigliere Pdl Ginanneschi De Carolis. Eppure, considerata la sua storia politica quarantennale, Bastianini non ha davvero motivo di sentirsi escluso. Non solo perché nello scorso novembre è entrato a far parte dell’esecutivo provinciale, perché Ovidio Paladini è vicepresidente del Coseca e Andrea Maretti è segretario di circolo. Ma soprattutto perché lo stesso Bastianini, presentando proposte che sono state recepite, ha partecipato alla stesura del documento d’indirizzo dell’unione comunale di Grosseto. Anche se poi, inspiegabilmente, non lo ha votato. Tatticismi degni di miglior causa, per un “saggio” del partito che dovrebbe avere tutto l’interesse a favorire il percorso di rinnovamento che si è cominciato, essendo felice dell'investimento sui giovani. Quello che però proprio non ci piace è il metodo. Gli attacchi personali con il pretesto dello statuto, la polemica sterile su questioni del tutto secondarie rispetto a problemi reali e aspettative dei cittadini. Le dichiarazioni tanto perentorie quanto non verificabili. L’ergersi a moralizzatore di un partito al quale non si possono certo rimproverare atteggiamenti sconvenienti. Tutti comportamenti che legittimano il distacco e la delusione dei cittadini per la politica, con argomentazioni un po’ troppo “vetero”. A questo proposito, né il segretario Panfi né il sindaco Bonifazi hanno mai preso alcun impegno a confermare gli assessori uscenti a fronte di una loro rinuncia a entrare in lista per il consiglio comunale. Mentre è vero che a tutti gli assessori uscenti fu chiesto di non candidarsi per dare un segnale politico di serietà rispetto alla personalizzazione della politica, e per lasciare spazio in lista ai giovani. Così come, sono state decise le deroghe previste dai garanti rispetto ai doppi ruoli amministrativi. Concludendo Bastianini e coloro che gli sono vicini sono a tutti gli effetti membri del Partito democratico, ma sarebbe opportuno che rispettassero le regole del confronto democratico e gl’impegni presi quando si sottoscrive un patto. Altrimenti l’emarginazione non è la sanzione di atteggiamenti punitivi nei confronti del legittimo dissenso, ma la conseguenza logica dei propri comportamenti. Siamo certi che Bastianini comprenderà le differenze di merito».
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