Italia
«No al canone Rai per i personal computer»
GROSSETO E adesso ci mancava anche il canone Rai da far pagare per i personal computer utilizzati negli uffici! L’allarme, anzi «la vergogna», è lanciato dalle associazioni Cna di Grosseto, Arezzo e...
GROSSETO
E adesso ci mancava anche il canone Rai da far pagare per i personal computer utilizzati negli uffici! L’allarme, anzi «la vergogna», è lanciato dalle associazioni Cna di Grosseto, Arezzo e Siena. Come se alle imprese non bastasse già pagare tutta una serie di imposte indirette, balzelli e gabelle.
«Adesso però siamo arrivati al colmo e vogliamo raccontarvi l’ultimo balzello che è arrivato alle imprese e che riguarda il canone Rai - dice la Cna - Precisiamo subito che nei casi in cui all’interno dell’azienda ci sia un supporto atto a ricevere il segnale televisivo e questo sia usato a fini commerciali è evidente che il canone debba essere pagato. La protesta che Cna Siena, Grosseto e Arezzo sono fermamente intenzionate a portare avanti riguarda invece i computer presenti nelle aziende ed utilizzati per gestire la contabilità e gli ordini e di conseguenza dotati di collegamento internet, necessario anche per la gestione della posta elettronica certificata e la firma digitale, strumenti necessari alla vita quotidiana delle aziende. Riteniamo dunque una vera e propria vergogna che su questi strumenti di lavoro e non di trastullo sia richiesto il pagamento del canone Rai (Euro 200.91), solo perché è teoricamente possibile ricevere in streaming il segnale televisivo attraverso i siti della Rai stessa».
Addirittura, dice Cna, dovrebbe essere pagato il canone sui monitor adibiti a video sorveglianza. «A scanso di fraintendimenti, ribadiamo che la nostra protesta riguarda solo ed esclusivamente questa tipologia di pagamento e non altre, per le quali siamo convinti che debba essere pagato quanto dovuto alla Rai. Le associazioni provinciali Cna sono fermamente convinte che debba essere intrapresa al più presto una battaglia e sono profondamente deluse dalla poca consistenza che sta caratterizzando l’azione delle associazioni nazionali». L’appello è rivolto a Camere di commercio, parlamentari, rappresentanti delle istituzioni.
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