Sicurezza
«Ho mandato mia figlia in classe perché qui non c’è pericolo»
«È colpa mia. Se stamani (ieri, ndr) i bambini sono entrati un quarto d’ora dopo è colpa mia. Perché io sono intervenuto non solo come pronto intervento dei vigili del fuoco
GROSSETO. «È colpa mia. Se stamani (ieri, ndr) i bambini sono entrati un quarto d’ora dopo è colpa mia. Perché io sono intervenuto non solo come pronto intervento dei vigili del fuoco e come organo di controllo ma anche perché ho una bambina che viene a scuola qui e stamani è andata in classe. C’è stato disagio, è vero. Ma stamani io volevo una garanzia in più». È arrivata per ultima la dichiarazione dell’ingegner Domenico De Vita, vicecomandante dei vigili del fuoco di Grosseto. Se gli fosse stato concesso di parlare prima, forse tante domande e tante polemiche sarebbero state evitate nel corso dell’ora e più di assemblea. Le sue parole hanno dissipato gli ultimi dubbi: «Se lui manda a scuola la figlia, pericolo non ci deve essere...», hanno commentato in molti. E a quel punto c’è stato anche qualche applauso. «Non c’è pericolo immediato - ha ribadito De Vita - Ma noi non abbassiamo la guardia. Abbiamo messo del nastro rosso dove si sono alzate due mattonelle».
La squadra dei vigili del fuoco era intervenuta alle 17,10 di mercoledì, insieme all’ingegner Ferrari: la segnalazione conclusiva inviata a sindaco, carabinieri, prefettura e scuola stessa parla di «un diffuso quadro fessurativo all’interno e all’esterno del fabbricato, dovuto sostanzialmente alla vetustà del fabbricato; le lesioni formatesi recentemente, visibile principalmente in corrispondenza dei giunti sismici presenti, sono ascrivibili a un cedimento fodnale dovuto presumibilmente a un recente assestamento del terreno». Già mercoledì De Vita era del parere che «si ritiene che non sussistano condizioni di pericolo immediato, sebbene si evidenzia che a scopo cautelativo occorrerà mantenere sotto controllo continuo eventuali evoluzioni dei fenomeni fessurativi all’interno, apponendo ulteriori sistemi di monitoraggio delle lesioni oltre a quelli già presenti».
De Vita chiede per un futuro prossimo, sempre ai fini dell’agibilità, anche una relazione «sulle condizioni statiche del fabbricato che tenga conto anche degli aspetto geotecnici e geologici del sito».
Infine la questione degli infissi: «Si segnala la necessità di provvedere alla sostituzione delle vetrate non conformi alla normativa antinfortunistica e sistemare alcune mattonelle della pavimentazione», quelle appunto divelte in corrispondenza dei giunti sismici.
Interventi di sostituzione delle vetrate, hanno ricordato sia l’assessore Monaci sia l’architetto Annalisa Camarri sia il responsabile tecnico della scuola ingegner Lorenzo Falzarano, sono già avvenuti: da tempo le vecchie porte-finestre in legno sono state cambiate perché la norma prevede che i vetri da terra a un metro debbano essere di tipo infrangibile.©RIPRODUZIONE RISERVATA
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