Italia
«Unì le fedi nel miracolo di aiutare i deboli»
Il cordoglio in città. Bonifazi: «Il suo lavoro andrà avanti». Corsi: «Il minimo è intitolarle una strada»
GROSSETO
La notizia della morte di Silvana Vignali ha presto fatto il giro della città e non sono mancati i ricordi e il cordoglio.
«La scomparsa di Silvana Vignali è una grave perdita per tutti coloro che, in questi anni, ne hanno apprezzato il grande impegno e la dedizione a favore dei minori - spiega il sindaco Bonifazi - il suo lavoro, sono sicuro, proseguirà grazie alla rete di solidarietà che ha saputo costruire in tanti anni di instancabile impegno».
«Alla fine del secolo scorso noi italiani guardavamo all’Albania come a una terra da cui potevano venire solo fastidi, se non pericoli. In quegli stessi anni ci fu una persona, Silvana Vignali, che lasciò la sua Campagnatico e investì il tempo libero lasciatole dalla pensione per recarsi in Albania». Così ricorda la Vignali Marcello Nieri, dell’Associazione Mazziniana. «Silvana - prosegue - già dirigente di un partito marxista degli anni ‘70 ma cattolica nel profondo dell’anima, riuscì a creare un angolo di mondo dove le fedi musulmana, ortodossa o cristiana non si interrogarono sui dogmi ma si incontrarono nel miracolo di essere utili ai più disgraziati».
Cordoglio anche da parte di Cesare Corsi. «Chi non ha conosciuto e frequentato Silvana Vignali, come grazie a Dio è accaduto a me, forse non riesce a comprendere appieno che persona abbiamo perduto. Il minimo che la nostra città possa fare è intitolarle una strada». (f.f.)
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