Il Tirreno

Grosseto

Tassa ai turisti, Ascom dice no

di Paola Villani

L’associazione lancia alcune proposte e chiede al Comune di rinunciare, almeno per quest’anno

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FOLLONICA

L’Ascom ribadisce la sua netta contrarietà alla tassa di soggiorno. L’iter per il nuovo balzello deciso dall’amministrazione destinato ai turisti che arrivano a Follonica continua a ricevere dissensi da parte delle associazioni di categorie, preoccupate che con la crisi già grave in corso questa imposta nuocerà pesantemente sull’economia locale.

«Le potenziali presenze giornaliere degli alberghi, contano circa 1000 posti letto e la disponibilità delle seconde case, circa 27mila», dicono dall’Ascom follonichese. «Inoltre c’è da sottolineare la mancanza di omogeneità territoriale della applicazione di tale tassa, rischiando fortemente di perdere ulteriore competitività. L’amministrazione dovrebbe considerare di più quelli che sono i richiami che arrivano da un settore importante. Se fossimo in una fase di ripresa economica potremmo anche discutere sulle modalità di applicazione, su come individuare la fascia del periodo e valutare esenzioni per età o tipologia di soggiorno, ovvero scolastica, sportiva o di lavoro. Ma purtroppo la realtà è ben diversa la crisi che stiamo attraversando ci impone di seguire una logica commerciale dove bisogna cercare di offrire più servizi, cercando di rendere più viva e attrattiva la cittadina mantenendo o in molti casi abbassando i prezzi».

Questi sono solo alcuni suggerimenti, sottolinea Ascom, utili ad aprire «un tavolo di discussione fra le parti per poter alleggerire il segnale negativo che percepirà a nostro parere comunque il turista; inoltre quale che sia l’importo che ogni villeggiante e ogni famiglia dovrà spendere d’imposta, certo meno risorse gli rimarranno da riversare in tutte le altre attività economiche della città. Resta forte e determinata la volontà nostra, per un no chiaro e netto a questa tassa e a maggior ragione un no all’applicazione da subito».

Se proprio si vuol inserire la tassa di soggiorno per lo meno che si aspetti un anno, per controllare l’andamento turistico locale e per valutarne attentamente ogni risvolto. Il messaggio lanciato dall’associazione di categoria è chiaro e forte: ma pare che l’amministrazione sia intenzionata lo stesso ad introdurre sin da subito l’imposta. E col 30% in meno di turisti riscontrato nel 2011 questa estate si preannuncia difficile e non poco per chi in quei pochi mesi dell’anno deve far cassa per sopperire a inverni lunghi e poco proficui.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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