Il Tirreno

Grosseto

La filiera della castagna vuole i finanziamenti

di Fiora Bonelli

Lorenzo Fazzi chiama a raccolta produttori, trasformatori e commercianti Per ottenere grosse somme serve un progetto condiviso: «Uniamo le forze»

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SEGGIANO

Un progetto integrato di filiera della castagna che potrebbe portare sostanziosi finanziamenti nelle tasche di chi, a vario titolo, si occupa di questo prodotto che costituisce per l’economia dell’Amiata una grande occasione di attività primaria o introiti aggiuntivi.

Lo sta promuovendo il presidente dell’Associazione della castagna, Lorenzo Fazzi, e si tratta di un succoso progetto a carattere regionale, finanziabile sul bando multi misura Progetti integrati di filiera.

Per elaborarlo, Fazzi ha coinvolto le istituzioni dell’Amiata – comuni e Unioni dei due versanti, confederazione Italiana Agricoltori, Coldiretti, Confagricoltura – che sono chiamate a dar vita a un progetto a più mai in grado di vincere il bando.

«Un’opportunità unica per la filiera castani cola - spiega Fazzi - sia per le singole imprese che in generale. Il bando prevede per tutti sostanziosi contributi. La mia associazione sta lavorando alla predisposizione di un Pif regionale da presentare sul bando».

Il Pif è un insieme coordinato di vari progetti che vanno dalla produzione primaria alla trasformazione e commercializzazione. «Nel caso sia approvato - spiega Fazzi - sono, in automatico, approvati tutti i singoli progetti. Stiamo collaborando con le tre associazioni di categoria agricoltura e col supporto degli enti pubblici. Per presentare il Pif e per la verifica dei singoli progetti della filiera, con particolare riguardo all’Igp Amiata, è in programma una giornata che coinvolgerà tutti gli attori. È una grande occasione, non lasciamola sfuggire».

Franco Ulivieri, presidente dell’Unione Amiata grossetana, ha già dato il suo sostegno. «Ritengo indispensabile il supporto di tutti per il pieno successo di un’iniziativa fondamentale per noi, in questo momento di grande difficoltà per il settore. E potrebbe essere la volta buona per mettere attorno ad un progetto condiviso tra produttori, trasformatori, grossisti, commercianti. Ora, poi, che dobbiamo pure combattere con l’insetto cinese, ci sembra una cosa ottima lavorare ad un progetto unitario sia a livello di territorio (i due versanti) che con produttori, grossisti e tutta la filiera. Mi auguro che la presentazione di questo Pif venga approvata da tutti gli interlocutori».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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