Il Tirreno

Grosseto

«Cristiano a fianco di Goracci» le accuse riassunte in 120 pagine

di Francesca Gori

Secondo l’indagine il ruolo del segretario del Comune di Orbetello nella “cricca” è centrale Dovrà rispondere anche di aver falsificato la firma di un collega per scrivere alla Corte dei Conti

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ORBETELLO .«In quell’ambiente, o sei con Goracci o sei contro Goracci». E Paolo Cristiano, il segretario generale del Comune di Orbetello finito due giorni fa agli arresti domiciliari per la storia della “cricca” in salsa umbra, dalla parte dell’ex sindaco e vicepresidente del consiglio regionale, ci si era schierato incondizionatamente.

Nelle 120 pagine di richiesta di emissione dell’ordinanza di custodia cautelare per la “cricca” che faceva il bello e il cattivo tempo al Comune di Gubbio, il ruolo del segretario generale, arrivato a Orbetello da pochi mesi, è un ruolo centrale. Associazione a delinquere, abuso d’ufficio, concussione e distruzione di atti d’ufficio i reati contestati.

I carabinieri di Orbetello due giorni fa sono andati in Comune e hanno sequestrato due pc di Cristiano. Computer personali, che però l’uomo potrebe aver utilizzato anche per conservare file utili alle indagini. Sequestri che sono stati compiuti anche al comune di Magliano in Toscana, dove Cristiano ha un incarico.

Anche perché, delle faccende che riguardano il Comune di Gubbio, Cristiano non se ne sarebbe disinteressato una volta arrivato a Orbetello. A novembre, il segretario comunale di Orbetello, avrebbe «organizzato e concorso a determinare le valutazioni delle posizioni organizzative per danneggiare Nadia Minelli». Abuso d’ufficio in concorso con Lucia Cecili, dirigente del Comune di Gubbio e con Orfeo Goracci, compiuto da “esterno” dicono gli investigatori, perché «il Cristiano è dipendente del Comune di Orbetello».

Tutta la vicenda, infatti, pare prendere le mosse da un sistema ben collaudato all’interno dell’amministrazione umbra dove l’ex sindaco era chiamato nientemeno che «il re» o «lo zar». Screditare gli avversari politici e favorire gli amici degli amici.

A scoperchiare la pentola di questo sistema sono state due donne. Una dipendente che ha dovuto dire addio al suo ruolo per trovarsi a mettere timbri solo perché non faceva parte di quella “cordata” e una dirigente, che si è rifiutata di togliere i gradi e le mansioni a tre vigili urbani che non piacevano ai vertici. E poi c’è quella passione del Goracci per una dipendente che aveva rifiutato le avances sessuali dello «zar». Anche in questo caso, Paolo Cristiano pare che ci abbia messo del suo: valuta negativamente la dipendente penalizzandola nella prova orale e nella valutazione dei titoli per il concorso della polizia municipale. Un atteggiamento, al quale si aggiunge anche quello del sindaco Maria Cristina Ercoli, che fa richiamare la ragazza perché, dal vestito indossato in chiesa mentre cantava nel coro, spuntava la camicia blu della divisa.

Paolo Cristiano dovrà rispondere anche di altro: di aver falsificato gli atti inviati alla Corte dei Conti per screditare un altro dirigente comunale. Utilizzando la firma di un altro dirigente, Cristiano avrebbe chiesto alla Corte di svolgere un’indagine interna sull’operato di un altro dirigente sull’acquisto di piatti in ceramica da parte della Scuola eugubina pubblica amministrazione da offrire come omaggi alle autorità.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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