Sicurezza
Addio a Silvana, “mamma” degli orfani
La Vignali, fondatrice del Progetto Speranza, è morta martedì notte a 75 anni. I funerali si tengono oggi a Campagnatico
GROSSETO. Lacrime di dolore scorrono sulle guance dei ragazzi di Scutari in Albania e sui volti della gente di Campagnatico. È morta ieri, a 75 anni, Silvana Vignali, instancabile operatrice di solidarietà e fondatrice e presidente del “Progetto Speranza” che in Albania aiuta da 18 anni decine e decine di ragazzi disabili e le loro famiglie.
Silvana, originaria di Campagnatico, era rientrata in Italia da circa un mese per sottoporsi a cure. Martedì sera le sue condizioni si sono aggravate ed è stata portata all’ospedale di Grosseto, dove si è spenta nella notte.
Conosciutissima a Grosseto, Silvana Vignali era nata nel 1936 a Campagnatico. Dopo aver lavorato 18 anni nei servizi socio-sanitari in provincia di Grosseto e 15 per l’Asl sull’Amiata, Silvana era andata in pensione nel 1992 e si era trasferita a Scutari, città di 110mila abitanti nell’Albania nord occidentale, dove aveva avviato un progetto di assistenza ai disabili che, due anni dopo, ha preso corpo nell’associazione “Progetto speranza”, di cui era presidente.
Speranza che, grazie alla tenacia e alla preparazione di questa donna eccezionale, si era trasformata nella realtà di una nuova famiglia per tanti bambini e ragazzi disabili e con problemi, orfani biologici o sociali, rinchiusi nei manicomi o negli orfanotrofi che lei stessa ha definito «lager statali», con il naso mangiato dai topi, analfabeti, incapaci di camminare e alimentarsi da soli, per accoglierli in comunità familiari «e aprirli alla speranza di una vita diversa nella quale siano trattati come persone e non come “cose” senza valore», spiegava lei stessa nel 2010.
Silvana era riuscita a creare sette case famiglia che ospitano una sessantina di disabili tra i 10 e i 32 anni, un laboratorio artigianale di oggetti in legno che tiene occupati 28 ragazzi e ragazze, un laboratorio di artigianato femminile per dieci ragazze, un centro diurno di terapia occupazionale e socializzazione per 39 persone e un campeggio marino.
La sua opera ha rivoluzionato il sistema di interventi per i disabili in Albania e ha contribuito ha cambiare mentalità e atteggiamento nei confronti delle persone svantaggiate, fino ad allora improntata all'occultamento se non alla vergogna, oltre a creare occupazione per 60 tra educatori, assistenti e animatori.
Una realtà che nel 2002 anche Il Tirreno ha visitato, insieme a una delegazione della Provincia, raccontando di un’oasi di tranquillità dove ragazzi con terribili storie alle spalle avevano finalmente trovato la serenità di una famiglia e di un lavoro.
Per la sua attività, sempre svolta con totale dedizione e amore, nel gennaio 2006 Silvana Vignali ha ricevuto il titolo di Cavaliere dell’Ordine della Stella della solidarietà italiana, assegnato a cittadini italiani che operano all’estero, consegnatole dall’allora presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.
Silvana tornava di tanto in tanto in Italia per raccogliere fondi. Sull’Amiata ogni anno si organizzavano cene di solidarietà in favore del progetto italo-albanese. Negli ultimi due anni non sono mancate le difficoltà per il taglio dei fondi statali. La preoccupazione più grossa per Silvana era proprio questa. «Se dovessimo chiudere, la maggior parte di questi ragazzi passerebbe la vita in manicomio, in carcere o in strada», spiegava.
La camera mortuaria è stata allestita all’obitorio del Misericordia di Grosseto e rimane aperta fino alle 14.45 di oggi. Il feretro sarà poi portato a Campagnatico per i funerali nella chiesa parrocchiale, che inizieranno alle 15.30. Silvana sarà sepolta nel cimitero del paese.
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