Il Tirreno

Grosseto

Villaggi, piccola tregua dopo il summit

Incontro tra sindaco e Cooperative. La Baldi tace, ma pare abbia concesso tempo alle proprietà

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FOLLONICA

Qualche giorno in più per trovare un punto d’incontro. Pare che si sia concluso positivamente (almeno per la parte “villaggi”) il summit di ieri in Comune tra i rappresentanti della Alleanza delle Cooperative Toscana, la Confcooperative di Siena, i vari legali e la squadra capitanata dal sindaco Eleonora Baldi.

Pare, perché ieri sera dopo la conclusione della riunione il primo cittadino non era raggiungibile telefonicamente. Da quello che però è filtrato sembra che l’incontro abbia avuto buoni risultati per le due cooperative in ballo, quella proprietaria del Mare Sì e quella del Veliero. Oggi era previsto il termine ultimo entro il quale entrambi i gruppi padroni dei due villaggi turistici dovevano dare seguito alle prescrizioni poste dall’amministrazione comunale.

Due i punti chiave intorno ai quali si è discusso moltissimo negli ultimi giorni, anche con toni duri. Il primo riguarda la gestione delle strutture: il Comune ha indicato come soluzione l’affidamento del settore commerciale a società esterne. L’altro è inerente invece agli sconti per i soci delle due cooperative.

«Sì a un’impresa no a un condominio turistico», il motto della Baldi in questi ultimi tempi è sempre stato questo.

Quello che è stato più volte sottolineato dalle due cooperative è che entrambi gli indirizzi dati non trovano corrispondenza nelle norme in vigore. Idea questa sostenuta dalla stessa Alleanza delle Cooperative che in una nota stampa aveva attaccato la linea del Comune di Follonica.

«Gli statuti delle cooperative sono preordinati alla gestione di strutture turistiche senza scopo di lucro e non inquadrano l’attività sociale come commerciale», disse il sindaco. «Insistere su questo aspetto ci pare veramente eccessivo», risposero dall’Alleanza: «Ribadiamo che tutte le società cooperative possono svolgere attività commerciale e non si può confondere lo scopo mutualistico, previsto dal codice civile e dallo statuto delle due cooperative, con l’assenza dello scopo di lucro. Le cooperative realizzano un lucro, producono utili, con la differenza rispetto alle altre società, che hanno dei limiti alla remunerazione del capitale conferito dai soci, al fine di evitare una speculazione privata basata sul denaro investito».

Chi ha ragione si vedrà, le posizioni restano di scontro frontale e se ieri si è aperto uno spiraglio di dialogo non è dato di sapere. A meno finché il sindaco non deciderà di parlare.

Paola Villani

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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