Il Tirreno

Grosseto

Rischio idrico, edilizia bloccata

di Francesca Ferri

La Regione potrebbe rivedere in parte i vincoli ma solo fra 6 mesi. In attesa, stop a decine di pratiche

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GROSSETO

La Toscana vara una legge molto severa per tutelare le abitazioni dal rischio idrogeologico e a Grosseto si cominciano già a sentirne gli effetti. Sono diverse decine, infatti, le famiglie e i titolari d’azienda che si sono visti sospendere gli accertamenti di conformità delle opere edilizie realizzate nelle loro proprietà. E, almeno per i prossimi 6 mesi, rimarranno nel dubbio se dover abbatterle o poterle mantenere.

Tutto nasce dalla legge regionale 66 del 27 dicembre 2011, nna norma molto restrittiva nata dopo la tragica alluvione della Lunigiana e salutata con un sospiro di sollievo dai più.

La 66 vieta, dal 1° gennaio 2012, di costruire nuovi edifici, di ampliare quelli già esistenti e di ricostruire in seguito a demolizioni nelle aree riconosciute a pericolosità idraulica molto elevata. Sono ammessi solo la manutenzione ordinaria e straordinaria, gli interventi per abbattere le barriere architettoniche e il restauro e il risanamento conservativo, senza che però questo crei posti letto in più o consenta di far vivere nei locali più persone rispetto a quelle che vi abitavano prima.

Quali sono queste aree? Sono quelle, dice la Regione, individuate dai piani strutturali, dai piani regolatori generali e dai Pai elaborati dai singoli Comuni. Nel Comune di Grosseto fa fede la cartografia del Regolamento urbanistico – che al momento è stato adottato ma non ancora approvato – che è stata fatta nel 2011.

Secondo questa mappa – che tutti possono consultare sul sito del Comune nella sezione del Regolamento urbanistico cercando la tavola della pericolosità idraulica; le zone a pericolosità molto elevata sono quelle indicate in rosa – gran parte della piana di Grosseto ha questo problema, legato al rischio di esondazione dell’Ombrone.

Dunque chi si è costruito un portico, ha ampliato la casa, ha allargato la stalla o ha fatto qualsiasi altra modifica che non rientri in quelle previste dalla 66 ed è in attesa che il Comune esegua l’accertamento di conformità delle opere, dovrà aspettare. Finché la Regione non decide in quali di quelle aree indicate dai Comuni c’è effettivamente un rischio idraulico molto alto tale da impedire qualsiasi intervento edilizio, gli accertamenti sono bloccati.

Cosa significa, però, che la Regione deve ancora individuare le aree a effettivo rischio? Le cose stanno così: i Comuni, Grosseto compreso, hanno individuato ambiti vasti soggetti in linea genrale a esondazioni, senza però dire con precisione in quali punti il rischio è più o meno alto. Per fare un esempio, si pensi alla pianura intorno al’Ombrone: ci sono dei punti dove l’argine è basso e il fiume può esondare e altri dove gli argini sono alti e la pianura è più protetta.

Per questo la stessa Regione si è riservata 180 giorni per chiarire meglio quali zone presentano rischi effettivi.

Il lavoro sarà svolto attraverso dei tavoli tecnici, il primo dei quali è in calendario già per martedì prossimo a Firenze. «Solo quando avremo certezze relative alla norma riprenderemo gli accertamenti di conformità», spiega Gian Paolo Fornasiero, dell’Ufficio edilizia privata del Comune di Grosseto. Per ora nell’ufficio giace qualche decina di pratiche, l’ultima delle quali relativa a una casa in località Pollino Marrucheti. «La Regione è consapevole che la norma è molto restrittiva - spiega Fornasiero - per questo ha già organizzato i tavoli tecnici. Se tutto va bene, la questione sarà chiusa a luglio».

La questione è tanto più urgente, a Grosseto, perché alla risposta di Firenze è appesa anche l’adozione del Regolamento urbanistico, approvato ormai quasi un anno fa ma non ancora approvato. Oltre alla valanga di osservazioni piovute negli uffici comunali e che devono essere vagliate una ad una prima fare eventuali modifiche, anche i confini normativi sulle edificazioni in zona a pericolosità idraulica molto alta stanno mandando per le lunghe l’approvazione, come hanno sottolineato anche gli architetti grossetani.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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