Il Tirreno

Grosseto

Micarelli: «Quattro strutture bastano»

di Enrico Pizzi

Il direttore dell’impianto di Valpiana: riuniamo e valorizziamo quelle esistenti. Così creiamo posti di lavoro

3 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO

«Una struttura troppo grande per poter funzionare e mantenersi da sola, ma che potrebbe danneggiare seriamente le altre strutture già esistenti».

Ha provocato la reazione del biologo marino e oceanografo Primo Micarelli la notizia di un'osservazione al regolamento urbanistico del Comune di Grosseto, presentata dall'associazione Aquarium Marinae, che ipotizza la realizzazione di un nuovo acquario, da mille metri quadrati, su un terreno di proprietà comunale a marina di Grosseto, e l'ulteriore notizia che il sindaco Emilio Bonifazi sarebbe favorevole alla nascita del nuovo acquario che sostituirebbe quello comunale che si trova in una delle troniere delle Mura Medicee. Struttura che, peraltro, è chiusa da tempo e versa in condizioni di degrado, come quasi tutto ciò che si trova sulle Mura.

Micarelli, oltre ad essere stato curatore di diversi acquari tra cui, attualmente, quello di Valpiana a Massa Marittima è stato anche docente in acquariologia dal 2006 al 2011 nel corso di Scienze ambientali dell'università di Siena a Follonica e fa parte dell’Unione Europea dei curatori di acquari insieme a due soli altri curatori italiani, quelli dell’acquario di Napoli e di Genova.

Per Micarelli con l'ipotesi di realizzare un acquario da mille metri quadrati a Marina di Grosseto «si sta procedendo nella peggiore delle direzioni». Il punto è che «il territorio provinciale maremmano sarebbe l’unico, a livello planetario, ad avere ben 5 acquari in un raggio di 100 km, quando – dice Micarelli – è ben noto a tutti gli operatori del settore che la regola è evitare di realizzare strutture con le stesse caratteristiche a meno di 100 km».

Altro punto della riflessione di Micarelli è che non solo un acquario di quelle dimensioni – il doppio di quello di Valpiana – «richiede per la sua progettazione, realizzazione e gestione personale scientificamente e tecnicamente preparato ed altamente qualificato con esperienza almeno decennale, e un approfondito, corposo e costoso business plan», ma non potrebbe reggersi sulle proprie gambe perché avrebbe bisogno «di parecchie decine di migliaia di visitatori paganti annui per potersi mantenere finanziariamente in modo autonomo, cosa a mio avviso del tutto impossibile – dice – nella zona indicata».

Per Micarelli bisognerebbe, piuttosto, che la politica e eventuali investitori privati aiutassero «a stabilizzare, coordinandole, le quattro strutture importanti già esistenti che potrebbero ulteriormente crescere ed impiegare nuovi giovani neolaureati», invece di preoccuparsi «di realizzarne una quinta, con scarse probabilità di successo, ma che avrebbe un sicuro risultato: danneggiare tutte le altre ed i posti di lavoro già difficilmente creati».

Se però «si vuole realizzare l’ennesimo carrozzone che nel giro di poco tempo inghiottirebbe ingenti risorse pubbliche – conclude il professor Micarelli – questa è la via più rapida. Stupisce che proprio esponenti di alto livello della politica locale, magari per disattenzione, si lascino coinvolgere in una tale prospettiva».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa