Il Tirreno

Grosseto

Inceneritore, ore di ansia Oggi il vertice col governo

di Alfredo Faetti

Scarlino Energia non può pagare la cassa integrazione, paura tra i lavoratori Se non avranno risposte certe da Roma, sono pronti a «proteste incisive»

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SCARLINO

Sono giorni di passione questi per i dipendenti di Scarlino Energia. Giorni di incontri cruciali, speranze e rabbia.

«Stiamo pensando ad alcune iniziative se le cose non si aggiusteranno», dicono le rsu. Ancora infatti non sono stati raggiunti gli accordi per dare il via alla procedura di cassa integrazione per i sessanta lavoratori, nonostante continuino, a rotazione, a garantire il funzionamento delle attività fondamentali nell’impianto, come la depurazione delle acque, la manutenzione (ordinaria e straordinaria) o il laboratorio.

Sono questi gli unici impegni ancora attivi dentro l’inceneritore dopo che il Tar ha annullato le autorizzazioni per lo smaltimento del cdr. Ma ancora l’azienda non può garantire gli ammortizzatori sociali per i suoi dipendenti: il problema riguarda la mancanza di liquidità da parte di Scarlino Energia, che non è in grado di anticipare i compensi che poi saranno rimborsati dall’Inps.

Una situazione delicata, che rischia di diventare un vero caso. Oggi in questo senso è una giornata fondamentale: alle 12 è in programma un incontro a Roma al ministero del Lavoro, a cui parteciperanno i vertici aziendali, col presidente Moreno Periccioli e l’amministratore delegato Luca Galimberti, insieme alle rappresentanze sindacali provinciali. Un modo per portare sui banchi del governo la questione, a cui si legano le speranze dei lavoratori.

«Dovesse andar male, pensiamo ad alcune alternative» annunciano. Una di queste potrebbe combaciare con un altro incontro, previsto domani, quando nella zona del Casone di Scarlino arriverà l’assessore regionale Anna Rita Bramerini, visità già in programma la settimana scorsa ma rinviata causa maltempo. Non dovesse uscir niente di buono dal ministero i lavoratori convocheranno un’assemblea straordinaria subito prima o subito dopo l’arrivo dell’assessore, a cui verranno comunque richieste garanzie sul futuro.

Insomma, la volontà dei sessanta dipendenti è quella di far rimanere alta l’attenzione sulle loro vicende. In questo senso hanno trovato un alleato anche al di fuori dei confini scarlinesi. Il 27 febbraio infatti sono stati invitati dal sindaco di Gavorrano Massimo Borghi in un consiglio comunale, dove appunto si tratteranno i problemi dell’area industriale di Scarlino, in particolare quelli legati all’inceneritore. Le rsu per giunta, cercando appoggio da tutte le istituzioni, hanno chiesto un incontro anche al prefetto Giuseppe Linardi. Una richiesta per cui si sono mosse anche le sfere più alte del mondo sindacale, ma ancora non è arrivata una risposta.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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