Il dolore
I truffati contro i Comuni «La solidarietà non basta»
MASSA MARITTIMA Basta con la semplice solidarietà, «che di fatto poi finisce lì»: i truffati nel caso Unipol vogliono un intervento chiaro da parte delle amministrazioni. Le due parti si sono...
MASSA MARITTIMA
Basta con la semplice solidarietà, «che di fatto poi finisce lì»: i truffati nel caso Unipol vogliono un intervento chiaro da parte delle amministrazioni. Le due parti si sono incontrati più volte, ma ancora la situazione ancora non si sblocca. Anzi, nell’ultimo periodo «si sono aggiunte altre persone (ad esempio anche residenti di Scarlino) e, in assemblea, abbiamo potuto riscontrare i disagi reali della gente coinvolta». Parole di sconforto messe nere su bianco e spedite ai sindaci di Massa Marittima, Follonica, Gavorrano, Montieri, Scarlino. «Dopo l' incontro con nostri rappresentanti – si legge nella lettera – veniamo a chiedervi se, ad oggi, è stata da voi presa qualche iniziativa o se c'è stata una presa di posizione ufficiale rivolta alla finanziaria bolognese per tentare una soluzione, come ci sembrava concordato nei nostri incontri». Infatti, queste persone, che hanno visto sfumare nel niente i propri risparmi dopo essersi affidati a un consulente Unipol, poi defunto, hanno più volte portato i loro problemi negli uffici della varie amministrazioni. «Ci viene in mente, ad esempio, la posizione dichiarata dal consiglio massetano, incontrato a dicembre, quando aveva affermato che avrebbe chiesto spiegazioni in merito alla mancata disponibilità alla trattativa da parte Unipol, disponibilità ampiamente garantita dai due rappresentanti che nel luglio scorso hanno incontrato sindaco e consiglieri del Comune, ma che mai ha avuto un seguito, annullando tutti i buoni propositi».
E le condizioni di queste persone sono abbastanza pesanti da pensare ad varie alternative. «La serie di rinunce, le frustrazioni e le prospettive di soluzione sempre più lontane inducono oggi i "truffati" a cercare casse di risonanza che facciano conoscere il problema ad ampio raggio. Per questo ci stiamo organizzando in azioni che avranno eco anche fuori provincia». I firmatari della lettera sanno che la risoluzione dell’intera vicenda non è cosa semplice: «siamo consapevoli – scrivono - che vi stiamo portando un problema reale di non facile soluzione ma, allo stesso tempo, siamo sicuri che il "silenzio" e il "non intervenire" sarebbero cose inadeguate e soprattutto irrispettose». Per questo «vi chiediamo un impegno e uno sforzo rivolto ad una causa giusta e che il passare del tempo rende sempre più gravosa alle persone che, con fiducia non si erano solo affidate a un promotore, ma ad una finanziaria che doveva avere tutte le caratteristiche di tutela».
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