Sicurezza
Dov’è finito il medico del 118?
Servizio ridotto a Manciano e la Lega interroga la Regione. «Anche l’Asl rifletta»
La notizia della “fuga” di medici del 118 dalla Asl, ovvero di camici bianchi che rinunciano a posti di lavoro nelle strutture sanitarie della provincia di Grosseto, è di ieri, ma a Manciano la “latitanza” di un medico del 118 è un problema antico che la Lega Nord ha più volte denunciato.
E oggi il Carroccio mancianese torna ad occuparsi dell’argomento, in particolare alla presenza-assenza del medico nella postazione del 118. A prendere posizione è l’esponente leghista, Carmine Betti. «Sarà un caso – spiega Betti – ma da quando il Comune di Manciano è stato commissariato, con molta più frequenza rispetto ai mesi passati abbiamo riscontrato la mancanza del medico nella postazione territoriale di emergenza, il 118. Non vorrei che fosse vero il detto che quando il gatto non c'è il topo balla».
Fortunatamente – riconosce Betti – durante l’emergenza neve era presente il medico in occasione della nascita di un bambino sull’ambulanza durante il trasferimento all’ospedale di Grosseto, ma non si può andare avanti sperando nel caso fortuito».
Betti sposta quindi l’attenzione a largo raggio informando che il Carroccio si sta muovendo per far arrivare la questione sui banchi del consiglio regionale e, inoltre, comunica che è intenzione del partito organizzare un’assemblea pubblica a Manciano su questo argomento.
«Vogliamo ascoltare i cittadini e ci piacerebbe che ci fosse la presenza di tutte le forze politiche, in particolare della sinistra locale che su tali argomenti ha sempre mostrato un particolare silenzio, come se di certe cose non si dovesse parlare, continuando a far credere che va tutto bene», spiega.
Per quanto riguarda la notizia che sette medici vincitori di concorso hanno rinunciato a prendere servizio presso il pronto soccorso di Pitigliano, Castel del Piano e al 118, la Lega Nord commenta: «È una notizia che ci amareggia. Sarebbe importante conoscere le reali motivazioni dei diretti interessati che possono essere svariate. Anche l’azienda dovrebbe interrogarsi e capire il perché di tale scelta, in modo da eliminare le eventuali criticità che rendono addirittura poco appetibile un posto fisso in un periodo di enorme crisi economica come quello attuale».
Paolo Mastracca
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