Sicurezza
Sulla tassa di soggiorno i Comuni sono divisi
Solo Orbetello, dopo una concertazione, pare orientato ad introdurla No di Cerulli: «Non ci porta niente». E Bellumori: «Imprenditori già tartassati»
ARGENTO
Tassa di soggiorno si, tassa di soggiorno no. É questo uno dei temi più discussi nell'ultimo periodo all'interno dei comuni turistici.
La legislazione su tale argomento, in vigore dal 1939 al 1989, che prevedeva l'applicazione dell'imposta su stazioni di soggiorno, cura e turismo, oltre che nelle località climatiche, balneari e termali o comunque di interesse turistico, individuate da un decreto del Ministero dell’Interno, sembra tornata in auge con il decreto legislativo numero 23 del 14 marzo 2011.
La nuova legge demanda ora agli enti locali la possibilità di applicare o meno questo tipo di imposta, e sembra dividere le amministrazioni della bassa Maremma.
Da una parte il Comune di Orbetello, il quale, pur attento alle scelte dei vicini e cauto nello sbilanciarsi, sta studiando la questione. Nessuna dichiarazione ancora ufficiale sull'adozione di tale tassa, ,ma metodi di approfondimento che lasciano presagire una propensione in questa direzione.
L'istituzione dell'osservatorio turistico, a fine anno 2011, apre la strada a prospettive di concertazione in cui gli operatori del settore, le associazioni pro loco, gli uffici di categoria e tutti gli aventi causa saranno chiamati a discutere sulle strategie possibili.
Non una decisione presa dall'alto, dunque, ma una ricerca allargata che metta armonia tra gli interessati. «Stiamo lavorando per la creazione di un Panel– una sorta di indagine statistica aggiornata basata sullo studio di uno specifico settore – afferma il vicesindaco e assessore al turismo Marcello Stoppa – per conoscere, attraverso gli albergatori, le associazioni di categoria e gli uffici turistici, le varie realtà e capirne le esigenze. Proprio per questo ci stiamo anche muovendo per una gestione partecipata tra tutti gli enti degli uffici di informazione turistica presenti sul territorio». Idee e progetti in fase di elaborazione che ancora non hanno definito la questione.
Nettamente diversa è invece la posizione del comune di Monte Argentario, il quale boccia sul nascere l'idea di applicare la tassa. «Non riteniamo giusto metterla – dice il primo cittadino Arturo Cerulli – troviamo che non determini un beneficio preponderante per il nostro bilancio, vista l'esiguità di alberghi sul territorio montargentarino».
Stessa posizione, ma con altre motivazioni, da parte del Comune di Capalbio, che con il sindaco Luigi Bellumori si dichiara «contrario all'applicazione di una nuova tassa in un momento di difficoltà come l'attuale» e, mettendosi in difesa dei suoi albergatori, prosegue «altro che crescita, occupazione, filiera turistica e dell'accoglienza, per quest'anno il soggiorno a Capalbio non prevede balzelli. Dopo l'applicazione dell'Imu, non riteniamo giusto penalizzare ulteriormente i nostri imprenditori». Dichiarazioni che, probabilmente, spiazzeranno i vicini di casa lagunari, rischiando di condizionare non poco le loro scelte.
Se Orbetello decidesse di prendere da solo questa strada, la concertazione potrebbe trasformarsi in una lotta aperta con gli operatori turistici.
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