Attenzione
Rissa al Casalone, oggi la convalida
La rabbia degli amici del giovane ferito: «Abbiamo chiesto aiuto ai buttafuori, ci hanno chiuso il cancello in faccia»
GROSSETO
È attesa per oggi la convalida dell’arresto dei due albanesi fermati dopo l’aggressione di sabato sera di fronte allo Style al Casalone. Ma la polizia sta indagando anche sulla provenienza della pistola.
Intanto però gli amici del giovane ferito a coltellate, ascoltati per ore dalla polizia dopo il fatto, raccontano la loro versione dei fatti, diversa da quella emersa in un primo momento.
Tutto sarebbe successo poco dopo le 3: «Uscendo dal locale – raccontano – abbiamo avuto una colluttazione con dei ragazzi di nazionalità albanese nella quale è stato ferito gravemente un nostro amico con due coltellate, una all'avambraccio e una alla coscia, per le quali sono serviti dei punti di sutura al pronto soccorso. Inoltre sono stati messi dei punti anche nel sopracciglio dove ha preso un pugno con manico del coltello. Un altro loro connazionale ha estratto anche una pistola esplodendo due colpi, uno in aria e uno ad altezza d'uomo. Eravamo in tanti e ci siamo difesi come abbiamo potuto togliendo anche il coltello al ragazzo armato, ma di fronte ad una pistola non c'è stato niente da fare».
A quel punto i ragazzi sono corsi verso i buttafuori: «Avevano assistito a tutta la scena fin dall'inizio ma, nonostante l'evidente bisogno di un intervento, non avevano ancora mosso un dito. Alla richiesta di aiuto, un buttafuori ha spintonato due di noi dicendo che non erano problemi loro perché eravamo fuori dal locale (eravamo a pochissimi metri in prossimità dell'uscita) e chiudendoci i cancelli in faccia. A questo punto fortunatamente sono arrivate le forze dell'ordine che hanno fermato due di loro portandoli nella volante. Subito dopo abbiamo aiutato i poliziotti a cercare il coltello ed i bossoli, e poi siamo andati a trovare il nostro amico al pronto soccorso».
Resta la rabbia. Tanta: «Non è possibile che il corpo di sicurezza non abbia mosso un dito di fronte a tanta violenza e di fronte alle armi e non è possibile che non abbiamo più il diritto di passare un sabato sera in compagnia di amici a sentire un po' di musica senza vedere scene di violenza. Stavolta è finita con due tagli e qualche punto di sutura ma la prossima volta potrebbe scapparci un morto o un ferito ancora più grave, visto che il nostro amico si e' salvato per pochi centimetri. Non è la prima volta che succedono risse in quel locale ma a questo punto abbiamo toccato l'apice. E nessuno ci ha aiutato».
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