Il dolore
È morto Arturo Ferrini anima del Cral e dell’Apso
GROSSETO Se ne è andato in punta di piedi, nello stesso modo con cui entrava in redazione per portare i comunicati e le foto della sua grande passione, la pescasportiva. Arturo Ferrini, classe 1943,...
GROSSETO
Se ne è andato in punta di piedi, nello stesso modo con cui entrava in redazione per portare i comunicati e le foto della sua grande passione, la pescasportiva. Arturo Ferrini, classe 1943, 69 anni compiuti il 24 scorso, è morto ieri mattina in ospedale, dopo una breve malattia. Da una decina di giorni era ricoverato dopo aver accusato un malore; un problema all'apparato digerente che si è aggravato E che non gli ha lasciato scampo.
In pensione da una decina di anni, Ferrini aveva lavorato all'ufficio ragioneria delle Poste. Sempre attivissimo, era rimasto a contatto con i colleghi entrando a far parte del Cral: «Era un ottimo aiuto - ricorda il responsabile del dopolavoro delle Poste, Francesco Cacciato - E a lui avevo delegato in modo specifico l'organizzazione della settimana bianca: da venti anni sempre a Pozza di Fassa, sempre nello stesso albergo». E poi c'era la passione per la pesca: Ferrini era il presidente dell'Associazione pesca sportiva Ombrone, nella quale aveva ricoperto varie cariche. E in quella veste, oltre a organizzare le gare del campionato sociale e altre manifestazioni simili (alcune anche per il Cral delle Poste) cui aveva anche partecipato, aveva anche preso posizione una decina di anni fa per reclamare l'installazione di barriere artificiali sommerse contro i danni causati dalla pesca a strascico. Non era sposato. Lascia due nipoti, un maschio e una femmina. «Ho perso un amico sincero e leale», aggiunge Cacciato. I funerali questa mattina alle 9 partendo dall'obitorio del Misericordia.
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