Finanza
Due anni per spaccio di cocaina
Era stato arrestato dalla squadra mobile dopo una serie di appostamenti
GROSSETO
Quando era stato arrestato qualche mese fa, due giorni dopo un rappresentate grossetano la cui posizione è stata stralciata, la squadra mobile aveva scoperto che tra i clienti c'era anche un avvocato di 47 anni. Quest'ultimo era stato segnalato alla Prefettura e denunciato per guida sotto l'effetto di cocaina.
Lo spacciatore, invece, è stato processato all'udienza preliminare. Due anni e 3.000 euro di multa la pena patteggiata tra il pm Leopizzi e il difensore Calò davanti al giudice Mezzaluna. Nei guai c'era finito Fatbardh Gozhita, 33 anni, originario dell'Albania e abitante a Grosseto: già uscito dal carcere per i domiciliari, era poi stato definitivamente liberato. L'accusa per lui era quella di aver detenuto, trasportato, acquistato, ricevuto, offerto, messo in vendita e spacciato cocaina più volte e a più persone. Gli episodi di cessione al rappresentante sarebbero stati per 30-50 grammi alla volta, dietro un corrispettivo di 60 euro al grammo. Un traffico illecito che sarebbe andato avanti al dicembre 2010 all'agosto 2011 e che al momento in cui era stato scoperto dalla polizia aveva comportato anche il sequestro di una bilancina di precisione (da distruggere insieme alla sostanza stupefacente) e di una somma di denaro (finita in confisca). Il giudice ha invece ordinato la restituzione di due telefoni cellulari. Gozhita dovrà anche pagare le spese di custodia in carcere; il magistrato gli ha sospeso la pena.
La squadra narcotici era entrata in azione poco dopo Ferragosto 2011 quando gli investigatori, grazie a una segnalazione, erano stati informati di uno strano via vai di persone in uno stabile di via Pietro Micca. Appostamenti e quindi il blitz, avvenuto quando da quel palazzo avevano visto uscire l'avvocato quarantasetteenne. L'uomo era stato fermato poco dopo essere salito sulla sua auto. La polizia era poi salita nell'abitazione di Massimo Mattioli; dai cellulari, gli agenti erano risaliti al presunto fornitore. Due giorni di pedinamenti, poi il fermo e la perquisizione a casa di Fatbardh Gozhita.(p.s.)
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