Sicurezza
«Bonifazi e Marras ci hanno tradito»
Scuola Vico, il personale infuriato perché non sono state fatte modifiche al piano di dimensionamento
GROSSETO
Bonifazi e Marras nel mirino. Alla fine il piano di dimensionamento scolastico votato i primi di dicembre dal consiglio provinciale e frutto del lavoro di sintesi compiuto da (quasi) tutti i dirigenti scolastici e dall'assessore alla pubblica istruzione Luca Ceccarelli, non è stato modificato. Lo hanno chiesto, a gran voce, per due mesi, docenti, genitori e personale Ata della scuola media Vico, il cuore della protesta contro il Piano.
«Riteniamo - scrivono oggi dalla Vico - che una delle caratteristiche peculiari degli amministratori locali dovrebbe essere l'ascolto della propria comunità per poi farsi carico di decisioni responsabili e orientate verso il bene comune. All'indomani della dichiarazione congiunta del sindaco Bonifazi e del presidente della provincia Marras, relativamente al piano di dimensionamento scolastico, ci sentiamo invece buggerati proprio da coloro a cui ci eravamo raccomandati».
La Vico aveva manifestato di fronte al municipio chiedendo un confronto al sindaco. Bonifazi, da insegnante, pare che avesse condiviso la disamina del personale della scuola e le criticità evidenziate, poi però si è andati avanti sulla strada intrapresa e l'idea della deroga nell'attuazione del piano non è mai stata accolta.
Sul tavolo di confronto - proposto da Marras e Bonifazi nei giorni scorsi - il personale della Vico si mostra molto scettico. «Possiamo credere che sia una presa in giro, altrimenti ci venga detto subito quando si riunirà, dove, chi ne farà parte, quali obiettivi si pone».
Infine l'attacco frontale a sindaco e presidente della Provincia. «Ci spieghino pubblicamente, documenti alla mano, quali sono stati i criteri seguiti per la stesura del piano. Li pretendiamo elencati uno per uno e desideriamo vederli evidenziati nel piano stesso. Sono spiegazioni che devono a noi, che il Piano lo subiremo, e a un quartiere della città».
Sul tema, ieri, è intervenuta anche l'associazione Fare Grosseto, secondo la quale la soluzione della proroga avrebbe permesso di avere il tempo necessario per gestire al meglio la riorganizzazione della rete scolastica locale. Grosseto, l'anno prossimo, conterà sei istituti comprensivi. Il comune capoluogo ha ceduto Marina a Castiglione e si è accollata Scansano. Dalla Vico si profila una fuga di insegnanti alla ricerca di scuole più sicure per il mantenimento del posto. (g.b.)
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