Sicurezza
«La politica con l’acquario non c’entra»
Scrivono i tre biologi che, assieme ad altri, hanno fatto l’osservazione al Ruc per chiedere un’area a Marina
GROSSETO
Il progetto di un acquario a Marina rischia di diventare un caso. Ci scrivono tre dei componenti dell’associazione che ha presentato l’osservazione al regolamento urbanistico, i dottori Fabio Barbetti, Andrea Dini e David Giannelli. E noi pubblichiamo qui sotto il loro pensiero.
«Non avremmo mai pensato che immaginare la realizzazione di una struttura culturale, quale è un acquario a Marina di Grosseto, potesse generare “una così scomposta reazione e una strana ed implicativa rappresentazione politica”. Siamo tre giovani laureati in biologia marina che vorrebbero investire sulle proprie competenze per realizzare la propria vita nei luoghi dove sono nati e dove vorrebbero continuare a vivere. Circa 15 mesi orsono abbiamo chiesto a Loriano Valentini, di cui è nota la sua esperienza di governo, di aiutarci a inquadrare la nostra idea rispetto alle procedure urbanistiche e ad individuare le necessarie modalità amministrative per tentare di realizzarla. Abbiamo convenuto che fosse necessario ideare un progetto e presentare una osservazione al regolamento urbanisticodel comune di Grosseto chiedendo che a Marina fosse prevista la realizzazione di un acquario. Abbiamo anche richiesto che tale struttura dovesse essere localizzata, per evitare la creazione di qualsiasi rendita fondiaria e quindi favori a qualcuno, su una proprietà comunale. Infatti con tale procedura qualora il Comune accolga la nostra osservazione, lo stesso dovrà emettere poi un bando pubblico e quindi aprire un concorso fra tutti coloro che potrebbero essere interessati ad investire per una struttura come è un acquario. Non c'è quindi nessuna conseguenzialità tra la nostra osservazione, il possibile suo accogliemento e noi, perchè il soggetto che potrà con risorse proprie realizzare l'acquario , sarà solo il vincitore del bando pubblico».
«Ma allora – proseguono – lo scandalo non sta nella nostra osservazione ma solo nel goffo e strumentale tentativo di inquadrarla arbitrariamente in un contesto politico che niente a che vedere con la nostra idea. Il problema allora non è più di tre giovani che vorrebbero spendere la loro vita investendo in questo luogo, né di alcuni albergatori che su Marina, come per altro hanno fatto altri imprenditori, hanno investito ingenti risorse economiche, né tantomeno di coloro che per affetto e generosità hanno speso il loro nome solo per un gesto di gratitudine verso di noi, ma di coloro che hanno montato un caso dove, come è chiaro da tutti gli atti, dai nostri comportamenti e dalle procedure che il Comune dovrà seguire non è un caso e non avrebbe meritato tutta questa deformazione. Anzi l'idea di realizzare un acquario a Marina dovrebbe comunque essere sostenuta perché è una attrazione per quella realtà e può rappresentare anche nuove opportunità per quello che già egregiamente esiste da anni a Grosseto. Ma se in questa città la politica, o parte di essa, è spesso fatta di poca roba e se qualcuno si presta a rappresentarla in questo modo noi giovani e non solo noi ci sentiamo una altra cosa dal meschino vivere quotidiano».
«Ci colpisce però che tra le 1200 osservazioni al Ruc ne sia uscita una sola e correlata da nomi, cognomi e progetto la cui pubblicità non è per noi un problema semmai è motivo di orgoglio perché abbiamo rappresentato, non un interesse edificatorio e speculativo, ma solo un interesse culturale, un amore per Marina e una possibile opportunità di lavoro per giovani laureati. Non avevamo e non abbiamo niente da nascondere e per questa ragione non ci fermeremo a questa risposta. Nei prossimi giorni ci saranno tutte le condizioni per sapere, visto che ad oggi le osservazioni depositate in Comune non sono state consegnate nemmeno ai consigilieri comunali, di individuare, e già abbiamo qualche idea, la fonte politica che ha ispirato, con il supporto di qualche pezzo dell'ufficio urbanistica , questa manovra e non escludiamo di tutelerci anche in altre sedi».
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