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L’INTERVENTO

«Rifiuti scadenti, differenziata inutile»

«Rifiuti scadenti, differenziata inutile»

FOLLONICA La bassa qualità del rifiuto alla base delle difficoltà della raccolta differenziata. Nel dibattito follonichese interviene anche Ettore Chirici, già segretario del Pd e operatore del...

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FOLLONICA

La bassa qualità del rifiuto alla base delle difficoltà della raccolta differenziata. Nel dibattito follonichese interviene anche Ettore Chirici, già segretario del Pd e operatore del settore. Secondo Chirici, che la materia la conosce bene per motivazioni professionali, è inutile sviluppare la differenziazione in mancanza di un serio recupero e riutilizzo degli scarti.

«Purtroppo è quello che avviene in tutta Italia – spiega Chirici – grazie alla normativa prodotta dal peggior ministro dell’ambiente mai avuto, Pecoraro Scanio. Tutti i dati su cui si fonda la statistica della differenziata, comprese le eventuali penalizzazioni economiche, sono costruiti artificiosamente sul conferimento a impianti di selezione e non sull’effettiva destinazione al recupero e al riutilizzo. Gioco forza, questa impostazione induce a concentrare la discussione sui metodi di raccolta anziché sulla qualità degli scarti e sul loro effettivo utilizzo. Infatti tutti gli impianti di selezione italiani, anche i più avanzati, inviano allo smaltimento circa un terzo dei materiali in arrivo a causa di una bassa qualità del rifiuto selezionato. Se non si affronta seriamente questo tema, la differenziata sarà sempre e solo uno specchietto per le allodole».

Per Chirici anche in Toscana, Regione solitamente virtuosa, la situazione non è ottimale. «Ricerca, sostegno alle imprese utilizzatrici e all’innovazione sono strumenti essenziali, assieme alla promozione di mercato e alla corretta e capillare informazione dei cittadini sulle modalità di conferimento: gran parte della carta messa negli appositi cassonetti, ad esempio, è inutilizzabile. E non a caso continuiamo a importare dall’estero materie di recupero avviate a nostre aziende. Accapigliarsi attorno al “porta a porta” non è tema risolutivo in questo contesto, che, tra l’altro, rende facile e credibile la risposta delle Aziende di igiene urbana sull’incremento dei costi. Anche il sistema non meccanizzato di raccolta infine provoca problematiche di rilievo – conclude Chirici – purtroppo è vero che spesso si è sensibili all'ambiente e poco alla sicurezza del lavoro, mentre, al contrario, i due temi hanno non solo la stessa importanza, ma devono andare di pari passo».(m.n,)

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