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Pistola in pugno rapinano un negozio

Pistola in pugno rapinano un negozio

In due, con i passamontagna, si sono fatti consegnare mille euro ad “Acqua e sapone”

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GROSSETO

Una rapina in piena regola, con la pistola in pugno e il volto coperto da un passamontagna, come non se ne vedevano da anni in città. È successo venerdì sera poco prima delle 19.30 nel negozio di profumeria e prodotti per la casa “Acqua e sapone” in viale Monterosa a Grosseto, all’angolo con via Belgio.

La serata è gelida, le strade sono ricoperte di neve e non c’è un’anima viva in giro. Sono le 19.25, i clienti sono tutti andati via e in negozio sono rimaste solo la responsabile e le due giovani commesse che si preparano per chiudere. «Avevo appena detto “Ora si chiude” quando sono entrati due uomini con il volto coperto dal passamontagna e una pistola in mano, una scacciacani senza il tappino rosso», spiega la responsabile del negozio. «Noi eravamo alle casse, ci hanno detto semplicemente “Dateci i soldi”. All’inizio abbiamo pensato a uno scherzo ma è statosubito chiaro che non lo era».

I due si fanno consegnare l’incasso della giornata, circa 1.000 euro. Le tre ragazze, terrorizzate, cercano invano di intercettare con gli occhi qualche passante, al di là della vetrina, per chiedere aiuto, ma a quell’ora e con quel tempo non c’è nessuno. Una di loro si fa coraggio e tenta di tenere sotto controllo la situazione.

«È la più giovane, ma ha avuto il sangue freddo e ci ha risollevato il morale anche dopo - spiega la responsabile - Loro saranno rimasti una decina di minuti poi si sono messi i soldi direttamente in tasca e sono scappati a piedi».

Le tre donne, sotto choc, chiamano subito i carabinieri. Impossibile però per loro fornire un identikit preciso dei rapinatori. «Mi sono sembrati giovani - prosegue la donna - e parlavano con un accento che poteva sembrare portoricano. Sembravano alle prime armi».

Da qui sono partite le indagini dei militari. Nel negozio, infatti, non ci sono telecamere di sorveglianza e l’unica telecamera nei dintorni è quella dell’agenzia del Monte dei Paschi, parecchimetri più avanti e con un raggio d’azione a stretto uso del bancomat e dell’ingresso della filiale.

«Penso che metteremo anche noi delle telecamere - spiega la donna - anche se non sembra che servano a molto». Proprio la Mps di via Monterosa, infatti, nonostante la telecamere è stata bersagliata dai ladri negli ultimi anni, tra furti e clonazioni del bancomat (l’ultimo “colpo” risale al gennaio di due anni fa). E in via Monterosa adesso si sentono sotto tiro.

Francesca Ferri

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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