Sicurezza
Ma nei paesi si riscopre il volontariato
Centinaia di singoli cittadini e associazioni si sono rimboccati le maniche per portare un aiuto
GROSSETO
A volte ci vuole un'emergenza per riscoprire solidarietà, vicinanza, senso di appartenenza ad una comunità. Sarà stato, forse, il recente esempio dei gigliesi, forse la percezione delle crescenti difficoltà delle istituzioni a farsi carico di fenomeni imprevisti; fatto sta che ieri, in tutta la provincia, infreddolita e imbiancata, non sono mancati gli slanci di generosità, le disponibilità ad aiutare.
L'appello lanciato dal sindaco di Castel del Piano Claudio Franci ("ogni cittadino abile faccia la sua parte almeno nel marciapiede davanti casa") è stato recepito alla grande. Sull'Amiata e altrove. Diversi Comuni hanno ben gestito la collaborazione di associazioni, ma soprattutto di privati cittadini, che hanno messo a disposizione trattori, lame, pale, pronti ad aiutare anziani, vicini di casa, famiglie isolate.
In centinaia, nelle valli del Fiora e dell'Albegna. «Se non fosse per la tragedia che stiamo vivendo, siamo orgogliosi per la risposta che abbiamo avuto», spiega il sindaco di Pitigliano, Dino Seccarecci.
A Capalbio come a Orbetello, ad Alberese e a Tirli, a Ribolla e a Cinigiano i volontari si sono dati da fare per liberare le strade, creare spiazzi, rimuovere mucchi di neve, spargere il sale rifornito dai comuni. Nelle colline Metallifere notizie di questo tipo si registrano a Montieri, Roccatederighi (centro storico liberato da Pro loco e altri volontari), Sassofortino. Volontariato bianco. Encomiabile. (g.b.)
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